Fine vita, Cera: “la politica abbia il coraggio di dare regole certe ai cittadini pugliesi”

VICO DEL GARGANO – Un fratello che chiede di lasciarlo andare, un padre devastato dal dolore, una paziente oncologica in crisi, la paura di affrontare le atroci sofferenze di una malattia allo stadio terminale, la preoccupazione di derive che non mettano più al centro il valore della vita: sono queste le storie, raccontate spontaneamente dal pubblico che hanno mosso profondi interrogativi sul diritto a disporre nel modo più aderente alla propria volontà dell’ultima parte della propria vita in una sala consiliare gremita, durante il confronto intenso e rispettoso, che ha superato le aspettative degli organizzatori. È questo il bilancio dell’incontro pubblico “Liberi fino alla fine. È arrivato il momento di avere anche in Puglia una legge sul fine vita”, promosso dal consigliere comunale Daniele Cusmai e ospitato a Vico del Gargano ieri sera.
A caratterizzare l’iniziativa non è stato soltanto l’elevato livello dei relatori intervenuti ma, appunto, anche il forte coinvolgimento del pubblico. Un confronto autentico, che ha restituito tutta la complessità di un tema sul quale, come emerso più volte durante la serata, non esistono slogan né soluzioni semplici.
Protagonista dell’incontro il consigliere regionale Napoleone Cera, primo firmatario della proposta di legge regionale sul fine vita, insieme al collega di Forza Italia, Marcello Lanotte che ha voluto chiarire la natura del provvedimento attualmente all’esame del Consiglio regionale.
“La nostra proposta – ha spiegato Cera – non introduce nuovi diritti e non introduce l’eutanasia. Prende atto di una possibilità già riconosciuta dalla Corte costituzionale e punta a organizzare il sistema sanitario regionale affinché tutti i cittadini pugliesi possano contare su procedure uniformi, trasparenti e uguali in tutto il territorio”.
Il consigliere regionale ha inoltre evidenziato come il testo ponga al centro il potenziamento delle cure palliative, degli hospice, della terapia del dolore e del sostegno psicologico, prevedendo anche il coinvolgimento di commissioni multidisciplinari e il rispetto dell’obiezione di coscienza del personale sanitario.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato al confronto avviato con il mondo ecclesiale. Nel corso del dibattito è infatti emerso come anche la Conferenza Episcopale Pugliese abbia manifestato apertura alla necessità di una regolamentazione della materia, purché il ricorso al suicidio medicalmente assistito rappresenti l’ultimo passaggio di un percorso che abbia già garantito al paziente ogni possibile forma di assistenza e supporto sanitario.
Una posizione che, nelle parole di Cera, trova piena corrispondenza nell’impianto della proposta di legge. “Prima di tutto vengono le cure palliative, gli hospice, il sostegno alle famiglie e ai malati. Nessuna scelta può essere dettata dall’abbandono o dalla mancanza di assistenza. Solo dopo aver garantito tutto ciò che la sanità e la ricerca scientifica può offrire si affronta il fine vita. La politica e le istituzioni di fronte a questi temi non possono voltarsi dall’altra parte. Per quanto mi riguarda proprio da cattolico, sento che è mio dovere rispondere a chi nella sofferenza sta chiedendo aiuto”.
Al confronto hanno preso parte anche Norberto Guerriero, referente dell’Associazione Luca Coscioni, e Miriam Ventura, responsabile regionale del Movimento Europeo per i Diversamente Abili (MEDA), che hanno offerto ai presenti due sensibilità differenti ma accomunate dalla volontà di mettere al centro la persona, la dignità della vita e la tutela dei più fragili.
Proprio il dialogo tra posizioni diverse ha rappresentato uno degli elementi più apprezzati dai partecipanti, contribuendo a rendere il convegno un’occasione di approfondimento libera da contrapposizioni ideologiche.
Soddisfatto l’organizzatore Daniele Cusmai, che ha sottolineato il valore umano dell’iniziativa: “È stato un convegno intenso, che ci ha toccati tutti da vicino perché ha parlato della vita reale delle persone. Le testimonianze ascoltate dal pubblico hanno dimostrato quanto questo tema riguardi tante famiglie e quanta necessità ci sia di informazione e confronto. Sono orgoglioso di aver promosso un momento di dialogo serio su una questione che interroga le coscienze e la politica”.

