Energia, allarme di Salatto: “Foggia leader nelle rinnovabili ma paga ritardi infrastrutturali”

FOGGIA – Foggia e la Capitanata sono tra i territori più produttivi d’Italia nel campo delle energie rinnovabili, ma continuano a scontare ritardi strutturali e infrastrutturali che impediscono di sfruttare appieno questo potenziale. È quanto sottolinea Potito Salatto, presidente di Confindustria Puglia e Confindustria Foggia, in un intervento dedicato alla situazione energetica nazionale e locale.
Secondo Salatto, il recente decreto bollette italiano 2025, approvato dal Governo per ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese e correggere alcune distorsioni del mercato, rappresenta un primo passo ma necessita di ulteriori interventi. Le tensioni internazionali, in particolare i nuovi conflitti in Iran, rischiano infatti di far aumentare ulteriormente i costi energetici per le imprese italiane.
Il provvedimento, spiega il presidente degli industriali, potrebbe ridurre il prezzo dell’elettricità di circa 20-30 euro per megawattora e quello del gas di 10-15 euro per megawattora per i settori energivori. Tuttavia il costo dell’energia in Italia resta più alto rispetto ad altri Paesi europei. Tra i fattori che incidono maggiormente ci sono il costo della CO₂ nel sistema ETS e il funzionamento del mercato energetico europeo.
Il confronto con altri Paesi è netto. La Germania ha stanziato 26 miliardi di euro per ridurre gli oneri di sistema e di trasporto, mentre la Francia ha introdotto un meccanismo che garantisce all’industria un prezzo dell’energia di circa 70 euro per megawattora.
Il paradosso, sottolinea Salatto, riguarda proprio il Mezzogiorno e la provincia di Foggia: territori che producono grandi quantità di energia da fonti rinnovabili ma che non riescono a beneficiare appieno di questo vantaggio. “Foggia e la Capitanata – evidenzia – sono regine dell’energia rinnovabile ma scontano ancora ritardi inaccettabili”.
La provincia foggiana è infatti uno dei territori con più impianti eolici d’Europa, un vero hub dell’energia del vento. Tuttavia molti impianti si trovano in aree rurali e le infrastrutture di trasmissione non sono cresciute alla stessa velocità, impedendo alla rete di convogliare tutta l’energia prodotta verso il sistema nazionale.
A questo si aggiungono i ritardi burocratici che riguardano anche l’eolico offshore. L’ultimo rapporto di Legambiente, intitolato Scacco Matto alle Rinnovabili, cita tra gli esempi proprio alcuni progetti pugliesi: quello nel Golfo di Manfredonia, la cui richiesta risale addirittura al 2008, e quello previsto nel tratto di Mar Adriatico meridionale davanti ai comuni di Zapponeta, Manfredonia e Cerignola, presentato nel 2021.
Per Confindustria servono interventi strutturali: potenziare la rete di trasmissione con nuove linee ad alta tensione e collegamenti più forti tra Nord e Sud, investire nelle smart grid – le reti intelligenti capaci di gestire la produzione distribuita – e sviluppare sistemi di accumulo energetico, oggi ancora insufficienti.
Solo così, conclude Salatto, un territorio come la Capitanata potrà trasformare la propria leadership nelle rinnovabili in un reale vantaggio competitivo per le imprese e per l’intero sistema economico.

