Emanuele Nardella si racconta

Torna la rubrica "Storie di successo" con il campione di scherma Emanuele ...

Foggia Reporter

Riprende la rubrica “Storie di successo”. Uno spazio dedicato alle eccellenze made in Foggia. Oggi, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Emanuele Nardella, il sedicenne sanseverese del Circolo Schermistico Dauno, consacratosi Campione nell’Europeo Cadetti di Sciabola svoltosi lo scorso febbraio a Foggia.

Quando è nata la tua passione per la scherma?

La mia passione per la scherma è nata per caso perché, da piccolo, i miei genitori non riuscivano a tenermi fermo, quindi decisero di portarmi in una palestra. Con il passare degli anni, mi sono appassionato a vedere questi sportivi che tiravano con le sciabole e le maschere in testa. Pian piano ho voluto provare anch’io. In realtà, di questo sport, sapevo poco ma mi venne spontaneo salire sulla pedana e iniziare a fare le prime stoccate. Capii che mi piaceva. Così iniziai a fare le prime gare all’età di sei anni. La prima fu l’interregionale, che vinsi. Poi fu un rendimento costante. Con l’avanzare degli anni ho coltivato questa passione e ho cercato sempre di svolgerla al meglio.

Hai un modello al quale ti ispiri?

Per quanto riguarda lo sport, in generale, il mio idolo è Cristiano Ronaldo. A mio parere, non solo è il giocatore più forte al mondo, ma incarna l’ideale di sportivo che ambisce a dare sempre il massimo e che in ogni allenamento dà il 200%. Questo mi incoraggia e mi stimola molto a fare sempre meglio.

Cosa hanno significato per te le vittorie conseguite agli ultimi europei disputati a Foggia, proprio davanti al tuo pubblico?

Fare l’europeo è stato frutto di grandi sacrifici e, vincerlo, ha significato onorare la mia nazione, l’Italia. Onestamente non ero partito in una condizione ottimale. Infatti, durante gli ultimi allenamenti prima della gara, ero giù di morale perché mi ero autoconvinto che le azioni che facevo sulla pedana fossero sbagliate. In realtà, erano proprio quelle da fare e avevo dato una lettura errata a questo momento. Ero partito incerto ma, poi, quando sono salito in pedana mi è tornato in mente tutto il percorso fatto.

Sei giovanissimo. Qual è la tua giornata tipo e quanto tempo di alleni?

Per quanto riguarda la scuola, fortunatamente, ho dei professori che mi appoggiano nel cammino che ho intrapreso e mi permettono di organizzare le interrogazioni fuori dal tempo delle gare. In questo sono avvantaggiato, perché non tutti i docenti ritengono lo sport un’attività da premiare. Per quanto riguarda gli allenamenti si suddividono tra scherma e preparazione atletica. Alla scherma dedico tre giorni alla settimana con oltre tre ore di allenamento, mentre alla preparazione dedico due giorni

Sogni e progetti per il futuro?

Per quanto riguarda la scherma, la stagione ancora non è finita. Tra una settimana parteciperò al Campionato Italiano giovani e, nella settimana successiva, andrò alla Coppa del Mondo. Infatti, siamo tutti concentrati facendo finta che questo europeo non è stato vinto; ora l’obiettivo è il mondiale. In ambito scolastico, invece, un giorno vorrei entrare in un gruppo sportivo.