Economia

Cura Italia, 4 milioni le domande per il bonus pervenute. Fabozzi: “Semplificare procedure”

L’emergenza sanitaria del Coronavirus non lascia scampo nemmeno all’economia. Le drastiche chiusure, necessarie per evitare la diffusione del contagio da Covid-19, hanno premuto il tasto off sull’ingranaggio economico dell’intera nazione, circostanza che mai prima d’ora si era verificata.

Una situazione straordinaria che ha bisogno di risposte altrettanto straordinarie e urgenti. La reazione del Governo non si è fatta attendere: il futuro di imprese, famiglie e lavoratori è legato a tutte le misure che lo Stato sta mettendo in campo, quelle contenute nel maxi decreto, il Cura Italia.

Ma come spesso accade, le normative sono lunghe, complesse da interpretare e soprattutto, sottoposte a progressivi aggiornamenti che mutano ora per in ora anche in base all’andamento dell’emergenza.

Abbiamo voluto fare il punto della situazione con Massimiliano Fabozzi, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e del CUP Foggia, il Comitato Unitario e Permanente degli Ordini e dei Collegi Professionali .

Massimiliano Fabozzi

A cosa facciamo riferimento quando parliamo di “Cura Italia”?

Ci riferiamo al decreto del 17 marzo 2020 che prevede una serie di misure a sostegno di famiglie, lavoratori, imprese. Il decreto è stato emanato anche per supportare la Sanità e la Protezione Civile, ambiti che sono in prima linea nell’emergenza coronavirus.

Ma nel decreto sono tante sono le misure che vogliono tutelare famiglie e imprese come ad esempio la sospensione di adempimenti fiscali, tributi e contributi.

Chi sono i beneficiari?

La maggior parte dei lavoratori subordinati e tutti i lavoratori autonomi anche se al momento non sono state stanziate somme ingenti per i professionisti iscritti alle casse o per i professionisti in genere, tuttavia si prevedono correttivi su questo. Spazio anche alle imprese.

La normativa è chiara o avrebbe bisogno di correttivi?

Sicuramente non si escludono interventi volti a chiarificare la portata di alcuni aspetti, al momento, siamo dinanzi ad una normativa farraginosa: ad esempio la Cassa Integrazione in deroga sembrerebbe essere diversa per ogni regione, a cui si aggiungono le particolarità specifiche di ognuna. In questo momento i Consulenti del Lavoro stanno facendo tutto il possibile per fare da collante tra gli interventi previsti del Governo e i loro destinatari.

E’ un’occasione per farsi portavoce di quello che andrebbe migliorato. Dove puntare?

In prima battuta andrebbe migliorata la procedura relativa al sostegno all’occupazione ai lavoratori: al momento sono previste quattro modalità diverse di Cassa Integrazione.

Quella ordinaria, poi il Fondo Integrativo Salariale, ancora c’è la Cassa Integrazione in Deroga prevista con l’accordo delle regioni e infine c’è il Fondo Solidarietà Bilaterale Artigiano.

Ognuna di queste procedure ha, a sua volta, degli adempimenti completamente peculiari e diversi, sono presenti anche le informative sindacali che in questo momento di emergenza non avrebbero nessuna ragione d’essere perchè alla Cassa Integrazione e al Sostegno al Reddito si accede solo per i motivi legati all’emergenza sanitaria.

Sarebbe opportuno invece agire in una direzione volta a semplificare le procedure. Basterebbe un ammortizzatore sociale unico, con un unico adempimento da parte dei Consulenti del Lavoro verso l’INPS attraverso i dati dei lavoratori. All’INPS poi il compito di erogare i pagamenti in seguito all’accordo, già esistente, stipulato con le banche.

Tra le misure previste anche il famoso bonus di 600 euro. Dal momento in cui è stato possibile fare richiesta sul sito dell’INPS, com’era prevedibile, il sito si è bloccato per il gran numero di richieste pervenute: disservizi di questo tipo possono avere conseguenze sulle tempistiche inerenti l’erogazione stessa del bonus?

Il sito dell’INPS è andato in crash perché dal momento in cui è stata aperta la possibilità di richiedre il bonus, secondo le prime stime diffuse, sarebbero state almeno 400mila domande, per un totale di circa 70 mila domande ogni ora.

Numeri che logicamente hanno mandato al collasso la piattaforma di un solo istituto che si è trovato a far fronte ad un numero così elevato di accessi, ma, era prevedibile.

Al momento tuttavia, il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ha assicurato che le domande saranno evase senza basarsi sull’ordine cronologico, il criterio sarà quello di erogare il bonus a tutta la platea degli aventi diritto, stimata per almeno 5milioni di cittadini.

Dalila Campanile

Giornalista pubblicista, addetta stampa e digital PR. Sin da piccola non ho mai smesso di coltivare una delle mie più grandi passioni: la scrittura. Dopo l’esperienza di redattrice presso il giornalino scolastico delle scuole medie “Il SottoSopra”, ho capito che la mia strada sarebbe stata quella: non mi sono mai fermata, intraprendendo numerose collaborazioni con le testate locali, specializzandomi in articoli di costume. Poi sono arrivate le collaborazioni per gli uffici stampa e la comunicazione digitale. Dopo la laurea in legge – la mie materia preferite? Inevitabilmente Diritto Commerciale e Diritto delle Comunicazioni – ho seguito numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione per affinare le mie doti comunicative. La mia missione? Far circolare le buone notizie e raccontare il bello che ci circonda, perché non bisogna mai darlo per scontato.

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