Economia

Carrelli elevatori: quali novità nel 2021 dagli incentivi per l’industria 4.0?

Nella Legge di Bilancio 2021 è stato inserito un credito d’imposta che riguarda l’acquisto di beni strumentali. Del resto, sono molte le aziende che hanno necessità di investire in nuovi mezzi ad alta tecnologia, che siano software o macchinari veri e propri. L’aliquota da recuperare oscilla tra il 10% e il 50% per tutto ciò che concerne l’industria 4.0, ovvero le nuove frontiere dell’automazione e dell’evoluzione.

Recuperare queste somme non è complicato: basta la compilazione di un semplice F24 per accedere a un rimborso in 3 rate annuali. Tra i requisiti necessari, ovviamente, vi è quello di essere collocati in territorio italiano, mentre tra i fattori che possono inficiare negativamente sul recupero figurano eventuali interdizioni amministrative in atto oppure l’acquisto di beni quali veicoli o edifici.


Il credito d’imposta per carrelli elevatori

Naturalmente, è importante specificare che non rientrano nella classificazione di veicoli i carrelli elevatori, che, al contrario, sono beni strumentali a tutti gli effetti e quindi possiedono tutti i requisiti necessari al credito d’imposta, a partire dal momento in cui diventano operativi in azienda.

Tenendo conto di queste possibilità garantite dalla Legge di Bilancio, è possibile dunque acquistare carrelli elevatori di ottima qualità rivolgendosi a realtà di riferimento del settore, come per esempio Orzi Carrelli, che vanta un’esperienza di oltre 30 anni e propone soluzioni per ogni genere di esigenza. Sul sito ufficiale dell’azienda è anche possibile consultare l’approfondimento “Orzi carrelli elevatori: novità industria 4.0” dedicato al credito d’imposta.

Nel dettaglio, è possibile notare come i muletti vengano considerati “beni per l’industria 4.0”. Di conseguenza, le detrazioni potrebbero permettere di arrivare a recuperare fino alla metà della spesa corrisposta per l’acquisto di un carrello elevatore.

Inoltre, affidandosi ad aziende come Orzi Carrelli in caso di permuta, è possibile anche usufruire di formule d’acquisto particolarmente convenienti, che consentono di iniziare a pagare il nuovo mezzo anche dopo un anno.

Come scegliere il carrello elevatore più adatto?

Un carrello elevatore può essere di diverse tipologie a seconda delle necessità: si va dai piccoli commissionatori ai quadrilaterali e si tratta comunque di dispositivi indispensabili per lavorare in altezza.

Innanzitutto, però, occorre distinguere tra due tipologie, ovvero i modelli ad alimentazione diesel oppure elettrica: i primi vengono impiegati esclusivamente negli spazi aperti, mentre i secondi vengono sfruttati soprattutto in magazzini o aree al chiuso.

Gli stoccatori sono i modelli più contenuti di carrello elevatore, con un’area ben precisa nella quale collocare il carico: con unpeso sostenibile di circa 15 quintali e uno spazio occupato inferiore ai 2 metri e mezzo, lo stoccatore si può manovrare al meglio anche nei corridoi più angusti.

In maniera analoga, il commissionatore trasporta in verticale l’operatore stesso, perché possa intervenire in quota (fino ai 12 metri per 10 quintali di peso) in piena sicurezza e spostare le merci o i beni da un punto all’altro.

Di dimensioni maggiori e sempre molto versatili sono poi i muletti elettrici con forche frontali. Avendo la possibilità di sistemare il carico su un unico lato, hanno la capacità di spostarsi lungo un corridoio con l’operatore alla guida che manovra gli elementi di sollevamento direttamente dalla cabina di pilotaggio.

Caratteristiche diverse si riscontrano nei modelli trilaterali e persino quadrilaterali, i quali si contraddistinguono per la presenza di forche in grado di ruotare per raggiungere anche le aree circostanti.

Per quanto riguarda la capacità di carico, i carrelli elevatori arrivano a sostenere i 50 quintali: sarà dunque opportuno scegliere il modello più adatto in base alle proprie necessità professionali.

Redazione

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