Ambiente

Capitanata, invasi pieni dopo le piogge: “Ma il rischio siccità resta dietro l’angolo”

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FOGGIA – Dopo mesi segnati dall’emergenza idrica, la Capitanata si ritrova oggi con i bacini colmi. Gli invasi della provincia hanno raggiunto complessivamente 291,56 milioni di metri cubi d’acqua, un dato che rappresenta il segnale più evidente del cambiamento in atto nella gestione delle risorse idriche in Puglia.

Emblematica la situazione della diga di Occhito, che attualmente contiene oltre 221 milioni di metri cubi e mantiene aperte le paratoie per garantire la sicurezza idraulica tra il Foggiano e il Basso Molise.

Le abbondanti piogge delle ultime settimane hanno riempito gli invasi pugliesi, ma al tempo stesso riaccendono i dubbi sulla capacità del territorio di conservare e gestire efficacemente l’acqua in eccesso. Gli esperti avvertono infatti che questa fase di apparente tranquillità potrebbe trasformarsi rapidamente in una nuova emergenza. Secondo le previsioni climatiche, il possibile ritorno del fenomeno di El Niño potrebbe favorire nei prossimi mesi un’estate caratterizzata da alte pressioni africane, temperature superiori alla media e una nuova fase di siccità destinata a protrarsi fino all’autunno.

A preoccupare è soprattutto il rischio di aver disperso una parte preziosa delle riserve accumulate. “Fa rabbia pensare all’acqua sversata a mare proprio nelle aree che nei mesi scorsi hanno sofferto maggiormente la sete”, ha sottolineato Francesco Vincenzi, presidente di Anbi.

La Puglia non è l’unica regione a confrontarsi con questi squilibri. In Basilicata, ad esempio, gli invasi vengono mantenuti su livelli più prudenti, con una riduzione di quasi 26 milioni di metri cubi nelle ultime due settimane, a dimostrazione di strategie differenti davanti agli stessi fenomeni estremi. L’Osservatorio sulle risorse idriche torna così a chiedere interventi strutturali per affrontare una nuova normalità climatica in cui, sempre più spesso, alla siccità segue un surplus d’acqua difficile da governare.

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