Starace indagata, parla l’ex marito: “Ho sempre mantenuto i miei figli, ora si rispettino i fatti”

VIESTE – In un’intervista esclusiva rilasciata a Luca Pernice per il Corriere del Mezzogiorno, Alessandro Corso, ex marito dell’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, interviene pubblicamente sulla vicenda giudiziaria che coinvolge la sua ex moglie, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e altri soggetti nell’ambito di un’inchiesta per presunta concussione.
Corso respinge con decisione le ricostruzioni che lo descrivono come un padre inadempiente, sostenendo di aver sempre provveduto al mantenimento dei figli e affermando di poter documentare il proprio contributo economico. L’imprenditore contesta inoltre alcune informazioni circolate negli ultimi giorni, definendole lesive della sua immagine personale.
In merito alle accuse di presunti maltrattamenti emerse nel corso degli anni, Corso sottolinea che non vi sarebbero mai stati provvedimenti cautelari o accertamenti definitivi di responsabilità a suo carico. Anche i messaggi inviati all’ex moglie, interpretati da alcuni come ammissioni, vengono ricondotti a un contesto di forte sofferenza emotiva legato alla separazione e alla volontà di salvare il rapporto familiare.
Sull’indagine che coinvolge Starace e Nobiletti, Corso evita commenti nel merito, richiamando il rispetto del segreto istruttorio e del lavoro della magistratura. Ribadisce però che le contestazioni a lui riferite non riguarderebbero i rapporti familiari e saranno chiarite nelle sedi competenti.
L’imprenditore contesta inoltre le notizie relative a una presunta attivazione del “Codice Rosso”, affermando che tale procedura non sarebbe mai stata avviata nei suoi confronti dalla Procura di Foggia. Nel corso dell’intervista, Corso evidenzia anche di aver lasciato all’ex moglie una struttura turistica costruita negli anni con il proprio lavoro, spiegando di aver compiuto questa scelta nell’interesse dei figli e per garantire loro stabilità economica. In conclusione, l’ex marito dell’assessora regionale lancia un appello alla prudenza: “Le valutazioni spettano alla magistratura. Chiedo che ci si attenga ai fatti verificabili e che si evitino processi mediatici o affermazioni prive di riscontri”.

