Viaggio alla scoperta dell’architettura fascista a Foggia

Alla scoperta dell’architettura fascista nella nostra città

Foggia Reporter

Foggia – Numerosi sono gli esempi di architettura fascista rinvenibili nella nostra città e in tutta la Capitanata. Architetti di rilievo si sono cimentati nella costruzione di palazzi, scuole e chiese che si attenevano, nello stile, alle strutture imposte dal ventennio fascista e dal suo condottiero, il duce Benito Mussolini.

Era il 27 ottobre 1922 quando Foggia venne occupata dalle milizie fasciste. Nella notte furono occupati la Prefettura, la caserma Miale da Troia, l’ufficio delle Poste e il campo di Aviazione. Dal mattino successivo il capoluogo dauno finì definitivamente sotto il controllo delle squadre fasciste e, per la prima volta, l’epoca della dittatura prese avvio.

UFFICI

PALAZZO DEL GOVERNO (ATTUALE PREFETTURA). La costruzione del palazzo del Governo fu voluta dall’Amministrazione provinciale, che necessitava di nuovi locali per i propri uffici dislocati in sedi non propriamente idonee. Inizialmente il progetto fu affidato all’ingegnere capo della Provincia Ettore Bellezza, ma venne ben presto giudicato incompleto dalle autorità superiori (anche una volta revisionato). Per questo motivo il presidente Michele De Meo incaricò un nuovo artista, di personalità nota, per una nuova progettazione. Cesare Bazzani, ingegnere romano, fu scelto per il progetto definitivo. Il re Vittorio Emanuele III, in visita presso la sua villa, visionò i suoi progetti recenti, mostrando particolare interesse e piacimento per il palazzo del Governo di Foggia.

PALAZZO DEL PODESTA’ (ATTUALE MUNICIPIO). “Il palazzo del podestà è un edificio dal carattere squisitamente italiano […] la semplicità architettonica, il movimento dei piani e delle masse conferiscono l’austerità e la grandiosità proprie dei palazzi podestarili. Sulla fronte principale due gradinate esterne conducono all’Arrengo che si apre attraverso tre archi. Gli stessi elementi costruttivi costituiscono la decorazione dell’edificio che nella sua mole è tenuto fermo da sei contrafforti. Su queste contrafforti, sormontate da aquile romane e da figure allegoriche, sono scolpiti i fasci littori. Per la loro funzione statica le contrafforti simboleggiano la forza e l’ascensione del Fascismo.”

Così recitava la rivista “il Foglietto” per descrivere il palazzo del podestà (attuale municipio) realizzato dall’architetto Brasini (ideatore del ponte Flaminio a Roma) . Inoltre, due singolari gruppi scultorei posti a specchio in ciascun corpo laterale della struttura omaggiano la figura di Benito Mussolini . I due episodi artistici sono miracolosamente reduci dall’iconoclastia del dopoguerra. L’opera, nel complesso, ricevette i complimenti del duce per la linea potente e grandiosa conferita alla costruzione.

SCUOLE

PALAZZO DEGLI STUDI. All’avvento del fascismo la situazione delle scuole era molto grave in tutta la regione. Un censimento evidenziò la carenza di ben 6139 aule, di cui 1265 a Foggia. Conseguenza immediata fu il forte tasso di analfabetismo, cui si aggiunse il problema igienico dovuto all’adattamento a scuole di locali non idonei. Il problema fu prontamente fronteggiato dal governo fascista, che incrementò l’edilizia scolastica portando a compimento fabbricati la cui edificazione era rimasta in sospeso.

Il complesso del Palazzo degli Studi (studiato dall’accademico Marcello Piacentini) rappresentò “uno dei più perfetti modelli di edilizia scolastica in Italia”. Il palazzo subì notevoli danni durante i bombardamenti del ’43 e tra il 1947 e il 1948 fu completamente ristrutturato.

ISTITUTO INDUSTRIALE SAVERIO ALTAMURA. L’amministrazione podestarile riservò particolari attenzioni a questo istituto, considerato uno dei più importanti fra gli Istituti industriali del meridione. Il fabbricato venne perfezionato con una facciata sobria, moderna e architettonica, che avrebbe conferito maggior prestigio alla piazza che stava sorgendo in prossimità del nuovo palazzo degli Studi. Durante la guerra l’edificio fu trasformato in ospedale militare. Anch’esso venne gravemente distrutto durante i bombardamenti, oltre ad aver subito un saccheggio da parte delle truppe tedesche in ritirata e quello ancor più indecoroso da parte dei cittadini stessi.

STAZIONE FERROVIARIA

La stazione ferroviaria risale alla seconda metà dell’800. Quest’ultima fu inaugurata con una solenne cerimonia che ebbe luogo nel 1863 con la presenza del re Vittorio Emanuele II. Dopo rifacimenti vari e ampliamenti, la stazione fu vittima di ben 380 bombe, che distrussero binari, fabbricati, veicoli ecc riducendola a un cumulo di macerie. La sua graduale ricostruzione ebbe inizio nel 1944 e la sua ricostruzione fu un significativo segno di ripresa della martoriata città, che finalmente risorgeva dalle rovine della guerra.

CHIESE

CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO. Apparentemente diede l’impressione di essere sconcertante per i suoi volumi, definiti “bizzarri”, e con i suoi contrastanti e forti chiaroscuri. A ben vedere, invece, emerge la volontà dell’architetto, Concezio Petruzzi (accademia di Firenze), di costruire un’opera legata alla tradizione. Accanto alle pareti lisce, infatti, si svolgono ampie e solenni forme cilindriche dell’abside e le navate si spezzano in un continuo gioco di piani in una singolare armonia.

LA VILLA COMUNALE E LA FONTANA DEL SELE

Progettata dagli ingegneri Luigi Oberdan e Camillo de Tommaso, la villa comunale fu impiantata tra il 1820 e il 1822. La scelta di collocarla in Piazza Cavour non fu casuale, anzi dipese dalla vicinanza alla Stazione Ferroviaria e dalla convergenza del traffico pedonale e veicolare in quella che stava pian piano diventando il cuore della città nuova. DI fronte al colonnato della Villa si erge uno dei simboli della nostra città: la fontana del Sele. Essa riproduce una colonna sormontata da una stella marina a cinque punte, rivolte verso le cinque strade convergenti nella Piazza. La fontana era stata impiantata provvisoriamente per celebrare il primo getto dell’acqua nel capoluogo dauno, ma la morte improvvisa dell’architetto Cataldi non permise la costruzione di una nuova struttura.

POZZO ROTONDO

Questa fontana-pozzale sorge nell’area in cui, in epoca medievale, vi era il cortile della reggia dell’imperatore Federico II di Svevia. Il pozzo fu costruito a spese del Comune e grazie alle offerte dei cittadini. L’opera fu realizzata dall’architetto Adolfo Marini, che volle rievocare le linee architettoniche dell’antico pozzo ispirandosi agli elementi locali e all’arco del palazzo imperiale, da cui trasse il motivo delle quattro aquile poste alla base dell’arco stesso. Soltanto il motivo delle pigne, che rievocavano lo stemma imperiale, non fu ripreso. L’opera venne inaugurata nel 1929 con la presenza e la benedizione del vescovo mons. Farina.

Fonti: Isabella di Cicco-“Architettura a Foggia in epoca fascista”.