Apricena, Cantine Le Grotte: lì dove la pietra si trasforma in vino

Alla scoperta di Cantine Le Grotte, tra storia, gusto e tradizioni

Foggia Reporter

Apricena – In occasione dell’evento “Cantine aperte 2019” organizzato dal Movimento del Turismo del Vino in Puglia, siamo andati a visitare le “Cantine Le Grotte”, seguendo un itinerario del gusto alla scoperta di un territorio dalle mille potenzialità.

Ad Apricena, ribattezzata città della pietra, esiste una realtà vitivinicola degna di essere conosciuta e raccontata. Stiamo parlando di un progetto di recente nascita, che pone al centro un prodotto che dalla sola etichetta preannuncia una storia solida, radicata e ricca di valori. “Le Grotte”, emblema di un territorio e parte di un progetto di vita, quello del signor Franco Dell’Erba e della sua famiglia.

Tranese di nascita e apricenese di adozione, ha fondato la sua attività, o meglio la sua vita, sull’amore per la terra, quella in cui è stato trapiantato da giovanissimo. Innumerevoli scavi per trovare l’acqua, ingrediente fondamentale per l’agricoltura, hanno accompagnato le giornate di un instancabile lavoratore come Franco, animando la speranza di poter estendere i coltivi avviando nuove produzioni. La geometrizzazione millimetrica degli ettari, oggi, è il prodotto finale di un lungo lavoro alla base di un progetto avvincente: la produzione di un vino di alta qualità.

Il segreto? Oltre all’impegno e alla costanza, naturalmente, le enormi potenzialità di un territorio che da anni magnetizza l’attenzione di esperti e appassionati. I terreni coltivati si affacciano sull’istmo del Lago di Lesina oltre il quale si intravedono, all’orizzonte, le Isole Tremiti. Impossibile trovare posto migliore per riconciliarsi con la generosità della natura, risvegliando i sensi attraverso un’appagante esperienza visiva e gustativa. I vigneti, dai quali crescono uve di qualità differenti, affondano le radici in un terreno calcareo ricco di sali minerali, dove nasce la pietra di Apricena.

Quest’ultima, una volta macinata, viene mescolata al terreno divenendo fonte di drenaggio e conferendo al prodotto un sapore unico e irripetibile altrove. Per questo motivo i vini prodotti, bianchi o rossi che siano, racchiudono gli aromi tipici di un terra estremamente fertile e fruttuosa, rimandando ai sentori garganici. E’ possibile gustare vini rossi intensi, corposi e strutturati come l’autoctono Nero di Troia in versione “FD LE GROTTE” (vincitore della medaglia d’argento nell’edizione “Asia Wine Award 2018”) o assaporare la delicatezza e l’equilibrio delle componenti di una Falanghina IGP dal brillante giallo paglierino. L’affinamento avviene in botti di legno rovere francese (considerato il migliore) o in acciaio, a seconda della tipologia di vino.

A ogni bottiglia corrisponde una storia: la linea “SICO” è rappresentata da un’antica moneta longobarda, così come la linea “Silva Bella” prende il nome da una tipologia di marmo prodotto dal “Gruppo Franco Dell’Erba Marmi”. E’ la pietra il punto di partenza, la colonna portante delle Cantine, che proprio l’imprenditore definisce come una matita nelle mani della natura e dell’uomo.