Cultura e territorio

Cave di Apricena, location di film e luogo fuori dal tempo

Apricena – Un paesaggio fantastico che sembra catapultarci fuori dal tempo in luoghi inesplorati e lontani, location di film importanti e di videoclip musicali, un luogo da preservare che ospita una risorsa che per secoli è stata pensata e lavorata a scopo commerciale. Stiamo parlando delle Cave di Apricena.

Un luogo unico, a pochi chilomentri da Foggia, amato e ammirato da grandi registi come Sergio Rubini, che nel 1990 decise di girare proprio nelle Cave di Apricena alcune scene del suo fortunato film ‘La Stazione’.

Le Cave di Pietra di Apricena, delle cave dismesse situate in provincia di Foggia che saranno molto presto trasformate in un vero e proprio Parco Culturale di grande prestigio per tutta la provincia e la regione. Grazie al progetto dell’architetto della città di Lucera Alessio Scarale, vincitore del premio ‘Eco Luoghi 2017/2018‘ promosso dal Ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare, seguendo la linea progettuale Rigenerazione, categoria Senior, le cave avranno una nuova destinazione d’uso.

Il premio Eco Luoghi  si pone l’obiettivo di puntare su due campi specifici, come la realizzazione di Case per l’Abitare Sostenibile e i Progetti di Rigenerazione Urbana e Territoriale, ed è proprio in questo secondo caso che rientrano le nostre meravigliose e caratteristiche Cave.

Il progetto del lucerino Scarale avrà come obiettivo quello di riqualificare e valorizzare un territorio ritenuto straordinario e ricco di storia e cultura, dell’ampiezza di circa ottocento ettari, in cui sono presenti testimonianze risalenti perfino all’Età del Bronzo.

Le Cave di Apricena, quel tesoro storico e culturale a pochi chilometri da Foggia

Apricena è un piccolo paese della provincia di Foggia che ospita una risorsa che per secoli è stata pensata e lavorata a scopo commerciale, stiamo parlando della sua pietra calcarea, universalmente riconosciuta e trattata da diversi commercianti che la importano e la vendono.

La produzione di cava si articola in blocchi di pietra, con una misura massima 315 cm lunghezza, 170 cm di larghezza e altezza che varia in funzione del banco. Per l’estrazione dei blocchi di pietra si usano diverse tecniche, tra le quali uso dell’esplosivo inserito in apposite perforazioni, e taglio con l’ausilio di apposite seghe tagliatrici.

Seguono poi lo spostamento con apposite pale meccaniche, e il taglio per far loro assumere una forma di parallelepipedo. La zona di estrazione della pietra di Apricena e Poggio Imperiale costituisce il primo polo estrattivo del meridione italiano ed il secondo bacino nazionale dopo quello di Carrara. La produzione della pietra di Apricena, infatti, copre il 90% della produzione regionale ed il 20% di quella nazionale.

Il suo impiego nel corso della storia ci riporta a luoghi di eccellenza tra cui la Reggia di Caserta e diversi palazzi a Roma. Anche a Foggia questa pietra dal colore beige-avorio è stata impiegata per la costruzione di diverse strutture sia civili che religiose:

  • La chiesa del Carmine
  • Il palazzo della Camera di Commercio
  • Nel monumento dedicato ad Umberto Giordano
  • Il suo impiego fu anche nella fontana sita a piazza Vittorio Veneto

Insomma, un paesaggio suggestivo e unico, nel quale vi sembrerà di esservi fiondati in un posto simile a quelli fantastici di cui si legge nei libri, in realtà, avrete percorso solamente poco più di 40 chilometri da casa. Incredibile come a pochi passi da Foggia ci siano così tanti tesori e bellezze delle quali spesso, purtroppo, ignoriamo l’esistenza.

Fonte: spaziofoggia.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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