Apre a Foggia, Nenna Nè: quando il sapore è di casa

Il nuovo ristorante foggiano in via Rosati

Foggia Reporter

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti: la frase di John Lennon si presta proprio a raccontare la storia di Raffaella Inglese, giovane foggiana tornata nella sua terra per diventare un’imprenditrice nel campo della ristorazione con il suo Nenna Né, il nuovo ristorantino ubicato in zona Rosati in cui ha finalmente potuto coronare il suo sogno: unire l’amore per la cucina e valorizzare così le tradizioni della sua terra ma ancor più della sua famiglia, che oggi condivide con lei questo progetto. Basti pensare infatti che ognuno di loro ha un ruolo nel ristorante: dalle donne di casa che regnano nella cucina, fino al papà che fa l’oste, passando per il fratello che gestisce da remoto la parte dei menù e poi si fa ben 800 km per arrivare in tempo per il fine settimana.

Raffaella lascia Foggia ben tredici anni fa per intraprendere gli studi che avrebbero dovuto aprirle le porte della carriera diplomatica: tra un trasferimento e l’altro  -in Italia e all’estero – non ha mai abbondato l’hobby della cucina: sin da bambina infatti si divertiva a “costringere”  i suoi familiari ad assaggiare i suoi esperimenti culinari e lo stesso fece poi con i suoi coinquilini dell’epoca: “Fu in quel momento che mi resi contoracconta Raffaellache non c’era niente come un buon piatto per sentirsi coccolati e per potersi rilassare, lasciandosi alle spalle tutte le incombenze della giornata ma, soprattutto, per far tornare il sorriso e sentirsi aperti anche a nuove conoscenze.” L’arte di mettere attorno ad un tavolo persone che non si conoscevano e che riuscivano a rilassarsi degustando qualcosa di buono le ha aperto gli occhi a tal punto da decidere di iscriversi all’alberghiero per affinare quello che fino a quel momento era stato solo un hobby.

Raffaella Inglese in cucina

SAPORE DI BUONO, SAPORE DI CASA

Una vita da fuori sede scandita dal sapore di casa: le ricette che le hanno tenuto compagnia per tutti questi anni – e che oggi ripropone con il perfezionismo delle sue nuove abilità culinarie nel suo ristorante-  sono stati i “masterpiece” della nostra tradizione: pancotto, fave e cicorie ma anche alcune rivisitazioni che hanno un unico filo conduttore: intrecciare i ricordi di casa attraverso gli ingredienti.  “Ho capito che cucinare è stato da sempre il mio modo istintivo di approcciarmi alle persone, un modo di comunicare che sicuramente è radicato in me anche per i bei ricordi che conservo, legati al cibo, – continua Raffaella – la gita fuori porta per riunire la famiglia, il pranzo fuori casa vissuto come un’esperienza culinaria in cui degustavamo in maniera destrutturata il piatto per poi tentare di ricreare la ricetta a casa”.  Piatti che sanno di buono, piatti che profumano di casa e ricordi, e in questo caso, non è un modo di dire: non poteva esserci contesto migliore per aprire il suo ristorante in quello che era un vecchio locale del centro città in cui vide la luce suo padre. Il nome? Un altro omaggio ai ricordi, in questo caso a sua nonna: la parola foggiana “nenna né” che significa piccola bambina, ed era proprio il vezzeggiativo con cui lei la chiamava.

Un angolo di Nenna Né

MANGI COME A CASA TUA

Qualità e accoglienza: ecco il binomio che contraddistingue il ristorantino di Raffaella Inglese dal resto della concorrenza. “Venire nel mio ristorante significa concedersi un momento per coccolarsi, degustando pietanze cucinate con prodotti freschi – dichiara Raffaella – che reperiamo personalmente nei territori circostanti dove ci sono i presidi slow food: si tratta di un lavoro costante alla ricerca delle eccellenze nei dintorni e anche tra i fornitori del mercato (Rosati ndr)  che ho la fortuna di avere qui a due passi”. Anche l’arredamento è un inno all’accoglienza: un bancone che si affaccia sulla cucina a vista interamente piastrellato con le ceramiche di Vietri – che ricordano molto la casa della nonna – una cantina a muro che impreziosisce l’unica sala dove l’arredamento essenziale e moderno si staglia contro alcune pareti giallo spezia. “Ho voluto replicare  l’arredamento che abbiamo anche a casa nostrasvela Raffaella  – per essere la prima a sentirmi a mio agio e a trasmettere la stessa sensazione ai clienti.”  Ed è alle clienti che Raffaella ha dato un occhio di riguardo: si tratta di un ristorante in cui una donna può tranquillamente cenare da sola o sorseggiare un calice seduta al bancone, proprio come accade nelle grandi città.

IL GUSTO DELLA TRADIZIONE

Sfiziosità di Nenna Nè

Anche le proposte del menù sono old school: si rispetta infatti la  “classica settimana foggiana” che vuole per ogni giorno una pietanza dalle verdure del martedì al sugo del giovedì e così via, anche se non manca mai la doppia proposta. Il bello di fermarsi a mangiare da Nenna né è proprio la variabilità: una valorizzazione delle tradizioni che prendono spunto anche dalle diverse varianti del circondario, senza poi farsi mancare qualche rivisitazione come la braciola con i mirtilli che piace anche a chi non ama invece l’uvetta. “E tutto viene messo a tavola solo se passa sotto il giudizio di tutta la famiglia” assicura Raffaella. Infine non mancano le sfiziosità e i peccati di gola: dal sushi agli scagliozzi – serviti anche nelle fritture o come aperitivo – passando per il sapore genuino di una cucina handmade in cui tutto viene cucinato in loco: dalla sfoglia delle lasagne, ai paninetti del contorno passando anche per le salse come la maionese e il ketchup per stimolare gli abbinamenti più squisiti, per viaggiare con la mente ma sentendosi sempre a casa.