Costume e società

Vuoi essere felice? Passa il tuo tempo con chi lo è!

Se la meta da raggiungere è la felicità, il viaggio è sempre conveniente.” Mai aforisma fu più efficace per sintetizzare la ricerca del Sacro Graal della razza umana: la felicità. Ma che cos’è la felicità? Secondo la più accreditata definizione: lo stato di chi è felice, la condizione di chi si sente pienamente appagato (cit. Zingarelli). Una manciata di parole per illustrare un concetto disquisito da filosofi e psicologi dalla notte dei tempi per cercare  – non tanto di darne una definizione – ma quanto meno di svelare il segreto per essere felici. Nonostante gli ammirevoli sforzi profusi forse si è ancora lontani dalla ricetta universale. Eppure qualcosa si muove.
La felicità? Questione di predisposizione
Secondo le ultime ricerche scientifiche accreditate essere delle persone felici sarebbe una questione di geni: secondo uno studio condotto dall’Università Inglese dell’Essex,  sembrerebbe infatti che alcuni essere umani abbiano una predisposizione innata inerente al trasporto della serotonina che tende a far ignorare certi aspetti negativi delle situazioni. Insomma un modo biologico che giustifica la predilezione di alcune persone alla scelta delle “lenti rosa” nell’approccio alla vita.
Si può imparare ad essere felici?
Se così fosse essere felici andrebbe a braccetto con l’essere ottimisti. Ma la domanda che gli studiosi si sono posti è: si può imparare ad essere felici? In barba al pessimismo leopardiano, la risposta sembra essere affermativa a tal punto che, presso la celeberrima Università  di Harvard, esiste un corso di studi dedicato alla scienza della felicità. Sarebbe frequentato da circa ottocento studenti, classificandosi come uno dei corsi più seguiti del prestigioso ateneo: i giovani allievi infatti ritengono che il segreto per riuscire nella vita sarebbe un approccio positivo alla stessa. Insomma la felicità non è appannaggio di pochi fortunati ma si può apprendere proprio come si apprende la nozione di una materia. A confermarlo anche il professore di psicologia positiva Tal Ben Shahar secondo cui la felicità può fare breccia nella forma mentis persino della persona più disfattista e pessimista del pianeta: basterebbe solo affinare questa capacità nel tempo.
Il segreto? Frequenta persone ottimiste
A quanto pare le ricerche sembrano giunte ad una nuova chiave di lettura: la felicità si può imparare ma, soprattutto, si può assorbire se si frequentano persone che lo sono. A giungere a questa conclusione sono stati due studiosi: Nicholas Christakis, sociologo all’Università di Harvard, e James Fowler, psicologo dell’Università della California di San Diego. La prova è arrivata da uno studio condotto su oltre 5mila persone pubblicato sul British Medical Journal. Chi mostrava i più alti livelli di felicità erano le persone che condividevano le giornate con i loro amici, i vicini di casa o il partner. Insomma delle persone socievoli ed empatiche: i più contagiosi in fatto di felicità restano gli amici più stretti. Ma per poter assorbire la felicità degli altri bisogna coltivare i rapporti: insomma non ci si può limitare ad una condivisione di una bella notizia accaduta nella propria giornata attraverso un freddo What’sApp. Quale sarebbe la spiegazione del contagio della felicità? Quando si osserva una persona manifestare un sentimento, nel cervello si attivano i neuroni specchio. Per farla breve: state con persone positive ma soprattutto cercate di esserlo. Potrebbe essere proprio questo il segreto della felicità.

Dalila Campanile

Giornalista pubblicista, addetta stampa e digital PR. Sin da piccola non ho mai smesso di coltivare una delle mie più grandi passioni: la scrittura. Dopo l’esperienza di redattrice presso il giornalino scolastico delle scuole medie “Il SottoSopra”, ho capito che la mia strada sarebbe stata quella: non mi sono mai fermata, intraprendendo numerose collaborazioni con le testate locali, specializzandomi in articoli di costume. Poi sono arrivate le collaborazioni per gli uffici stampa e la comunicazione digitale. Dopo la laurea in legge – la mie materia preferite? Inevitabilmente Diritto Commerciale e Diritto delle Comunicazioni – ho seguito numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione per affinare le mie doti comunicative. La mia missione? Far circolare le buone notizie e raccontare il bello che ci circonda, perché non bisogna mai darlo per scontato.

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