Cultura e territorio

Foggia e le sue vie: Vincenzo Acquaviva

Quante volte siete passati in via Vincenzo Acquaviva? Si, proprio quella lì, la via che conduce da via Vittime Civili al Parco San Felice, abbracciando l’ordine dei Medici e degli odontoiatri. Eppure, quanti di voi conoscono la storia di quell’uomo a cui tale via cittadina è dedicata?
Ecco, oggi vi parleremo di questo nostro illustre concittadino che fù pittore e morì nel 1902, a Napoli. Vincenzo Acquaviva nacque a Foggia, il 5 agosto del 1832. Fin da piccolo Vincenzo si dimostrò un bambino molto attento ai dettagli, con un’ottima capacità di cattura dei dettagli all’interno dei suoi disegni, seppur puerili.
Alla tenera età di sette anni, diventò allievo prediletto di un altro illustre foggiano, Domenico Caldara, al quale è dedicata un’altra via poco distante dalla suddetta dedicata ad Acquaviva. Grazie ai preziosi insegnamenti del Caldara, Acquaviva riuscì ad essere ammesso all’Istituto di Belle Arti di Napoli.
A Napoli, Acquaviva, riuscì a contraddistinguersi ricevendo anche un’ambita borsa di studio da parte della città di Foggia. In questi anni Acquaviva divenne allievo di un altro grande pittore foggiano dell’epoca, Francesco Saverio Altamura, al quale il comune di Foggia dedicò successivamente una piazza e l’istituto industriale di Piazza Puglia.
Acquaviva era molto legato alla città di Foggia, tanto da omaggiarla con una sua personalissima copia del “Abele” di Caldara. Nel 1866, la sua pittura di Il Carattere Delle Donne italiane si è aggiudicò il primo premio medaglia d’oro in una esposizione a Utrecht.
Acquaviva si spense nel 1902, a Napoli dopo aver passato gli ultimi anni come ritrattista.

Redazione

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