
VIESTE – «Mettersi volontariamente al servizio degli altri» è, sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione di Protezione Civile, il principio che ha guidato negli anni l’attività dei volontari, impegnati negli incendi, nelle emergenze, nella prevenzione, nella tutela del patrimonio boschivo e nell’assistenza alla popolazione.
Un lavoro svolto spesso lontano dai riflettori, tra giornate e notti di caldo, fumo, fatica e situazioni di rischio, con l’obiettivo di proteggere il territorio e la comunità di Vieste.
L’associazione interviene sulla vicenda che coinvolge un proprio volontario, sottolineando che «un patrimonio di servizio, impegno e sacrificio costruito negli anni non può e non deve essere cancellato o messo in discussione da una vicenda ancora tutta da chiarire e che riguarda un singolo volontario».
In via precauzionale, il volontario indagato è stato sospeso dall’associazione. «Se i fatti contestati dovessero trovare conferma nelle sedi competenti – spiegano – saremmo noi per primi a sentirci profondamente traditi nei principi che rappresentiamo».
Allo stesso tempo, la Protezione Civile invita ad attendere gli accertamenti della magistratura e ribadisce la propria collaborazione con le istituzioni e le autorità competenti. «Scegliamo la strada della serietà, del rispetto, del silenzio responsabile sugli aspetti investigativi e della fiducia nella Giustizia».
L’associazione assicura infine che continuerà la propria attività al servizio della città: «Il nostro lavoro continuerà e continueremo ad esserci, con la stessa determinazione, lo stesso spirito di servizio e lo stesso amore per Vieste e per il nostro patrimonio naturale».

