Cultura e territorio

Venere Sosandra: la grotta e il suggestivo culto sul Gargano

Il Gargano è un potpourri di tesori, artistici, culturali, storici e paesaggistici. Tra le meraviglie del Gargano e, più in particolare, di Vieste, vi sono sicuramente le caratteristiche grotte, particolari e antiche insenature che regalano scenari mozzafiato. Tra queste vi è una denominata grotta di Venere Sosandra.

Ci troviamo nell’Isolotto di Sant’Eufemia antistante il porto di Vieste, caratterizzato dalla presenza dell’imponente e iconico faro costruito intorno alla metà del XIX secolo.

Studiare questa particolare e antichissima grotta è molto importante per ricostruire quella che potremmo definire “la geografia sacra” di un tratto assai strategico del mar Adriatico.

La grotta dedicata alla Venere Sosandra offre, infatti, un interessante spaccato sull’intensa vita religiosa di marinai e viaggiatori impegnati nella navigazione del mar Adriatico.

Nel mese di settembre si è parlato del progetto “Il mare e il sacro. Approdi degli uomini e degli dei. La grotta di Venere Sosandra a Vieste”, un ambizioso progetto di archeologia dei paesaggi adriatici costieri e subacquei, condotto dall’équipe di Archeologia dell’Università di Foggia.

Un elaborato programma di ricerche e di indagini diagnostiche potrebbe contribuire anche a limitare il degrado dell’area e il rischio di distruzione del patrimonio archeologico. Questi rilievi potrebbero, quindi, garantire l’accessibilità alla grotta, non direttamente fruibile da tutti, attraverso una visita virtuale e immersiva in una postazione presso il Museo Archeologico.

La grotta di Venere Sosandra è nota da molti anni, è stata scoperta infatti nel 1987. Fino a questo momento è stata oggetto di studi importanti da parte di Angelo Russi che ha pubblicato alcune iscrizioni e un rilievo schematico della planimetria del luogo.

Le pareti rocciose conservano un ampio repertorio epigrafico con decine di iscrizioni in greco e in latino, incise dai marinai e viaggiatori che hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio, a partire dal III sec. a.C. fino all’età medievale. Numerose sono anche raffigurazioni, croci e altri disegni poco leggibili presenti sulle pareti della grotta.

Sono state individuate alcune dediche a Venere Sosandra, una delle divinità legate alla sfera del mare e soprattutto al viaggio marittimo, che lasciano supporre la presenza di un luogo sacro adibito al culto della divinità.

Questo ipogeo fu utilizzato come luogo di culto cristiano e rivestì un ruolo di grande rilievo nel Medioevo. La maggior parte delle scritte presenti nella grotta e ancora leggibili risalgono, infatti, al Medioevo ma avrebbero bisogno di restauro.

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Crediti Foto: Garganotv.com

Tra queste vi è un’iscrizione che riporta come data il 3 settembre 1002, data in cui il doge Pietro II Orseolo fece incidere un’iscrizione per ricordare il suo passaggio durante la spedizione in soccorso di Bari assediata dai Saraceni.

Tanti i resti, i segni, le tracce, le antiche testimonianze che rendono questo luogo nel cuore del Gargano un luogo magico, lì dove sacro e profano si incontrano dando vita ad uno spettacolo naturale che toglie il fiato.

Fonte: turismovieste.it

Redazione

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