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Il vaping dovrebbe essere permesso negli ambienti d’ufficio?

Fumare al chiuso nei locali di lavoro e in altri spazi chiusi è diventato illegale e la restrizione si applica a tutte le sostanze che possono essere fumate, comprese le sigarette classiche quelle alle erbe, i sigari e le pipe.

Qualunque sia la forma che si assume, sia classico che sotto forma di CBD o liquido con sapori diversi, l’atto di fumare richiede che una sostanza venga bruciataLe sigarette elettroniche emanano tuttavia una nebbia a base di acqua vaporizzata, ma non contengono sostanze che generano combustione, pertanto, in senso stretto, non rientrano nel divieto di fumo

Questa caratteristica è forse il motivo principale che le sigarette elettroniche e vaporizzatori di CBD domestici, sono diventate così popolari mettendo al bando il fumo tradizionale che è ormai ai minimi storici.

Le regole antifumo paese per paese

In Scozia, giusto per citare un paese in cui le leggi antifumo in ambienti chiusi sono molto severe, è importante sapere che per chi non rispetta il divieto è prevista una multa fissa di £ 200, che può arrivare fino a £ 2.500 se non viene pagata.

Le sigarette elettroniche tuttavia non rientrano nell’ambito di applicazione della legislazione sul divieto di fumo, e ciò significa che attualmente non esiste una legge in grado di stabilire che non possano essere utilizzate sul posto di lavoro.

Premesso ciò, negli ultimi anni con l’aumento dell’uso di vapori abbiamo assistito a una tendenza nelle aziende che vietano l’uso di sigarette elettroniche anche sul posto di lavoro come nel caso dell’Italia. Tuttavia, un recente rapporto dei parlamentari italiani ha consigliato che le regole sullo svapo dovrebbero essere allentate come parte di un piano più ampio per incoraggiare i fumatori di sigarette a passare allo svapo. 

In tal senso hanno suggerito una maggiore libertà per l’industria di pubblicizzare le sigarette elettroniche, un allentamento dei regolamenti e dei dazi fiscali,  e di riflettere sui loro benefici per la salute che sono evidenti e quindi degni di nota, tanto è vero che i vaporizzatori vengono autorizzati come dispositivi medici.

Grazie a ciò, i divieti man mano stanno diminuendo soprattutto per il trend di crescita della cannabis vaporizzata che contrariamente al fumo di sigaretta non nuoce alle persone che in un ufficio sono accanto a chi ne fa uso.

I pro del vaping in ufficio

Non è contro la legge consentire lo svapo sul posto di lavoro, ma ciò non significa che non si possa impedire ai dipendenti di utilizzarli. 

Proprio come le uniformi o la condotta, è possibile infatti impostare le regole in base a ciò che il datore di lavoro ritiene sia meglio per la sua attività. Alcuni dipendenti usano quindi le sigarette elettroniche come parte di un piano per smettere di fumare, per cui i titolari dell’ufficio potrebbero sostenerne l’uso.

I contro del vaping in ufficio

Il vapore delle sigarette elettroniche potrebbe essere fastidioso o preoccupante per gli altri, il che potrebbe portare a reclami.  Inoltre è necessario considerare i rischi per la salute che, sebbene piccoli, potrebbero essere comunque significativi.

Da ciò si evince che se un datore di lavoro sta pensando di consentire lo svapo nel suo ufficio, dovrebbe assicurarsi che i dipendenti e i visitatori che non usano sigarette elettroniche non siano esposti al vapore (magari designando un’area specifica).

La salute e la sicurezza del dipendente o di altri con lo svapo non sono quindi compromesse, ma in certi casi potrebbe comportare delle distrazioni o una visibilità ridotta nell’ambiente che di conseguenza darebbe fastidio a chi non fuma affatto.

Crediti foto: https://cbdoracle.com/

Redazione

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