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Università Foggia, a Medicina vince Margaglione. Lo Muzio sempre più solo

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Ancora caos all’Università di Foggia. Si sono concluse ieri le votazioni del Direttore del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale. Ha vinto a larga maggioranza il Direttore uscente, professor Maurizio Margaglione, ordinario di genetica medica.

La vittoria è doppia perché non solo ha battuto in modo schiacciante la sua avversaria, professoressa Annamaria Petito, con 54 voti contro 36, ma lo ha fatto in modo significativo perché la Petito era la candidata del Rettore nonché sua delegata. Il vero risultato di queste votazioni è che Lo Muzio esce sconfitto da questa partita che si colloca come un’altra sconfitta del suo primo anno da Rettore.

Che ci sia aria di crisi all’Università di Foggia è sotto gli occhi di tutti, come dicono in tanti nelle varie istituzioni cittadine che si dicono preoccupate del futuro della Università di Capitanata. Questa votazione ne è solo la conferma. Già nelle ore successive al deposito delle due candidature, si respirava aria di profonda instabilità al Policlinico. Il Dipartimento in cui si è votato è quello di appartenenza del Rettore, dove lui ha regnato come direttore per due mandati. Non era mai successo che proprio il Dipartimento di provenienza del primo uomo dell’Ateneo esprima piu’ di un candidato.

E’ il segno che Lo Muzio ormai è debole e non riesce a mantenere l’equilibrio neanche tra i suoi colleghi piu’ stretti. La cosa che però ha fatto preoccupare medicina è che il Rettore abbia sostenuto, attraverso la candidatura della sua delegata, una posizione contraria a quella di Margaglione che è stato il suo piu’ grande sostenitore durante la campagna elettorale. Non ha vinto la delegata del Rettore ma ha vinto il suo amico/nemico, insomma. Ne esce un Rettore sempre piu’ solo, ormai lontano anche da chi lo ha sostenuto un anno fa.

Raggiunto per telefono dalla nostra redazione, il professor Margaglione prova ad evitare ogni commento ma incalzato dalle nostre domande dice: “ringrazio quanti hanno creduto in me. Non c’è dubbio che queste settimane lasciano l’amaro in bocca. Non lo avrei mai immaginato un anno fa. Non si dimentica ma si va avanti perché l’università, gli studenti, la ricerca e i pazienti, vengono prima di ogni cosa”.

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