Inchiesta D.A.Re., l’Università di Foggia querela testata locale

L'Ateneo: "Un foglio sensazionalistico si sostituisce ai Giudici"

Foggia Reporter

In relazione all’articolo apparso il 17 settembre u.s. sulla testata a diffusione locale l’Attacco, l’Università di Foggia comunica di aver attivato l’iter procedurale per depositare – presso la Procura territorialmente competente – l’ennesima querela per pubblicazione di notizia falsa e diffamazione a mezzo stampa.

In merito alla cd. inchiesta D.A.Re. (condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Foggia), nell’edizione del 17 settembre u.s. la testata sopra citata riportava testualmente in prima pagina «19 rinvii a giudizio per truffa aggravata», commettendo sostanzialmente un falso.

La Procura di Foggia, infatti, per il momento ha notificato ai diretti interessati un avviso di conclusione delle indagini, che stando alle normative del Codice di Procedura Penale precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, quindi l’eventuale accoglimento e, solo dopo, l’eventuale informativa ai diretti interessati.

«Prendiamo atto che una testata locale, che per missione storica dovrebbe informare con scrupolo e rigore la comunità, si è invece sostituita ai Giudici emettendo una propria prima sentenza– puntualizza l’Università di Foggia –. Si tratta di un episodio molto grave, in quanto questo foglio spregiudicato e sensazionalistico sta sostanzialmente tentando di sostituirsi alla Magistratura, incoraggiandone le decisioni e auspicandone la risolutezza.

Considerato che si tratta dell’ennesimo tentativo di strumentalizzare una vicenda che i diretti interessati, perlomeno in fase preliminare, hanno ampiamente chiarito agli inquirenti, e considerata la naturale predisposizione della testata alla diffamazione nei confronti delle pubbliche istituzioni dello Stato, qual è l’Università di Foggia, abbiamo deciso di procedere all’ennesima querela nei confronti della testata, che sarà depositata con carattere di estrema urgenza presso la Procura territorialmente competente».

Il provvedimento è necessario non solo per aver riportato, in prima pagina, una notizia falsa sapendo di farlo (all’interno dell’articolo si parla di avviso di conclusione delle indagini, NdR), ma per aver seguito tutta la vicenda della cd. inchiesta D.A.Re. non come organo d’informazione al servizio della collettività (come dovrebbero fare i Giornali) ma come parte in causa, ovvero espressione unilaterale degli accusatori (violando sistematicamente il Diritto di replica sancito dal codice deontologico dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, oltre che riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica Italiana).

«Mettere “sotto processo” l’intera Università di Foggia (come indicato nel titolo di prima pagina dell’edizione del 17 settembre u.s., NdR)sembra rappresentare più un auspicio della testata che una notizia, un augurio evidentemente condiviso con gli artefici della incomprensibile campagna di odio da anni in atto contro l’Università di Foggia. Una condottainsopportabile che questa istituzione non solo rigetta con forza, ma che perseguirà anche in tutte le sedi competenti».

Oltre al provvedimento di natura penale, l’Università di Foggia – a tutela dell’onorabilità dell’intera Comunità accademica oltre che dei coinvolti nella cd. inchiesta D.A.Re. – disporrà un dossier dettagliato all’attenzione dell’AGCOM e solleciterà formalmente l’intervento del Sottosegretario all’Editoria, On. Andrea Martella.