Assegnati 44 milioni all’Università di Foggia: via agli investimenti

Record di sempre per l'Università di Foggia

Foggia Reporter

Foggia – Il Miur attribuisce quasi 3 milioni più dell’anno scorso all’Università di Foggia. I progetti del rettore, Pierpaolo Limone: «Un successo tutto da attribuire a chi mi ha preceduto.

Ora, proprio questa solidità economica, ci deve spingere ad affrontare con più serenità le nuove sfide. Foggia e la Capitanata devono percepire l’università come un riscatto sociale in grado di migliorare la vita di tutti, altrimenti questi numeri, queste tabelle e il legittimo orgoglio che producono non saranno servite a niente».

Per il secondo anno consecutivo, il Fondo di finanziamento ordinario assegnato dal MIUR all’Università di Foggia ha superato i 40 milioni. In realtà andando poco oltre i 44 milioni (44.000.490 euro), il FFO 2019 consente all’Università di Foggia di stabilire il nuovo record storico, polverizzando quello vecchio – fissato l’anno scorso grazie ai 41.112.583 euro assegnati – con un incremento di 2.887.907 euro.

«Per una piccola università come la nostra – commenta il rettore, Pierpaolo Limone – si tratta di un risultato molto importante, che migliora il già roseo orizzonte economico del mio mandato. Le persone non comprendono fino in fondo questi criteri matematici e amministrativi, ma è evidente che l’entità del FFO rispecchia più o meno fedelmente la gestione di una università.

Per questo non posso che ringraziare Maurizio Ricci, mio predecessore fino a un mese fa, il direttore generale Teresa Romei e il delegato al bilancio Mauro Romano al quale ho conferito la stessa delega anche durante il mio mandato.

Non posso che ringraziarli per le condizioni di ottima salute in cui mi hanno consegnato l’Università di Foggia. Sta a noi adesso, cioè alla governance che ho individuato e presentato ufficialmente qualche giorno fa, provare a fare ancora meglio, nell’interesse dell’ateneo che rappresento».

Riferendosi ai criteri di ripartizione, il rettore chiama inevitabilmente in causa le cosiddette “quote premiali” contenute nel FFO e ripartite proporzionalmente tra gli atenei ritenuti più virtuosi (cioè che osservano meglio i vincoli imposti dal MIUR). Come quelli sulla spesa del personale, che l’Università di Foggia ha ridotto fino al 70,04%; oppure quelli sulle tasse universitarie, che storicamente UniFg mantiene tra le più basse in Italia.

La quota premiale assegnata dal FFO 2019 è stata di 11.089.690 euro, grossomodo in linea con quella dell’anno precedente (11.253.199 euro), a conferma dei progressi compiuti dall’Università di Foggia.

«Adesso questi progressi devono diventare fatti, queste premesse devono essere trasformate in risorse. Ribadisco che questo straordinario FFO deve essere archiviato come un successo da attribuire a chi mi ha preceduto – aggiunge il rettore – perché frutto delle scelte compiute durante il suo mandato da rettore. Ma ora, proprio questa solidità economica, ci deve spingere ad affrontare con più serenità le nuove sfide.

Investiremo tanto in edilizia, in ricerca scientifica e in ammodernamento infrastrutturale, miglioreremo sensibilmente la qualità dei servizi tenendo in maggiore considerazione il soddisfacimento degli studenti.

Non abbiamo alcuna intenzione di sperperare risorse, men che meno quelle pubbliche, ma Foggia e la Capitanata devono concretamente percepire l’università come un riscatto sociale in grado di migliorare la vita di tutti. Altrimenti questi numeri, queste tabelle e il legittimo orgoglio che producono non saranno servite a niente.

Dobbiamo trasformare questa congiuntura da molto favorevole in storica, approfittare dell’occasione che abbiamo per puntare a un modello di università altissimo. Ecco a cosa servono i record, a metterli a disposizione di tutti».