
Ordona presenta una sfida, un’emozione da vivere sullo schermo di uno smartphone. Il museo Herma non ha solamente una mascotte Herdy, ma un nuovo simbolo che testimonia il passaggio generazionale.
A dargli vita è stato Vito Marinaccio, uno studente dell’Istituto Lanza-Perugini di Foggia, che ha saputo vincere la concorrenza di altri 25 giovani talenti grazie alla sua creatività.

Non si tratta di una semplice App. L’iniziativa nasce dal progetto “Ordona Fulgens”, con l’obiettivo di far risplendere il borgo grazie ai fondi del PNRR. Ma qui non si parla di freddi numeri o burocrazia; si parla di identità.

Grazie al lavoro della DafLab Srls e alla collaborazione con la Soprintendenza, è nata “Herma Interactive”. Immaginate di poter ruotare tra le mani — virtualmente — un reperto archeologico in 3D, o di camminare tra i resti dell’antica Herdonia restando comodamente seduti in piazza.

Ma la vera rivoluzione è il “serious gaming” che vede sfide e minigiochi in cui la storia si impara giocando; classifiche e premi in cui chi dimostra di conoscere meglio il territorio non vince solo gloria, ma premi veri, come abbonamenti al FAI o ingressi al cinema. Un modo concreto per far comprendere ai ragazzi che la cultura arricchisce, in tutti i sensi.

Durante la premiazione, il Sindaco Adalgisa La Torre ha ricordato che “Ordona Fulgens” rappresenta una “visione di sviluppo”. È il tentativo, ambizioso e necessario, di creare lavoro e inclusione partendo da ciò che siamo sempre stati. Questo a dimostrazione di ridare al territorio una sua identità.

Fabio Daddario, l’anima del progetto, non ha nascosto l’emozione: “scegliere tra 26 prototipi, tutti di altissimo livello, è stato un dolce problema”. Segno che i giovani foggiani hanno fame di futuro e voglia di sporcarsi le mani e i pennelli digitali con la bellezza del proprio territorio.

Anche le parole di Italo Muntoni, Soprintendenza e della vicepreside Antonella Caruso hanno toccato lo stesso tasto: “i ragazzi non sono solo spettatori, ma i nuovi narratori di Herdonia. Hanno studiato, hanno ricercato e infine hanno tradotto la storia in grafica e comunicazione”.

