Sanità

Trasporto disabili, il TAR condanna l’Asl Foggia: dovrà pagare 600mila euro a un Centro diurno del Gargano

Respinta la richiesta di sospensiva dell'Azienda sanitaria: confermato l'ordine del Commissario ad acta. Al centro della vicenda il mancato rimborso del trasporto per pazienti gravemente disabili

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L’ASL di Foggia dovrà versare 600 mila euro a un centro diurno del Gargano per il servizio di trasporto di pazienti gravemente disabili. Lo ha stabilito il TAR Puglia, che ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dall’Azienda sanitaria locale, confermando in pieno l’ordine emesso dal Commissario ad acta.

Al centro del contenzioso, il lungo rifiuto dell’ASL di garantire e rimborsare il servizio di trasporto, pur trattandosi di una prestazione rientrante nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e quindi obbligatoria. Per non interrompere le attività terapeutiche e riabilitative, la struttura garganica ha anticipato per anni, con fondi propri, i costi per i mezzi attrezzati e per il personale dedicato all’accompagnamento degli utenti.

Una vicenda giudiziaria complessa, arrivata a contare nove sentenze favorevoli alla struttura e una segnalazione alla Corte dei Conti per la condotta dell’Azienda. Decisivo l’intervento del Commissario ad acta, che ha quantificato in 22,72 euro giornalieri per utente il costo congruo del servizio, bocciando come del tutto insufficiente, persino per la copertura dei costi vivi, la tariffa di 6 euro proposta dall’ASL.

Secondo l’avvocato Paolo Gaballo, legale della struttura, la decisione del TAR Puglia assume una portata che va oltre il singolo caso, rappresentando un precedente destinato a tracciare un solco nel settore del trasporto socio-sanitario e a riaffermare il diritto all’assistenza per le persone con disabilità grave.

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