Attualità

Telemedicina decisiva per la Puglia al top dei positivi

L’Italia comincia a sentire qualche speranza in più da dall’arrivo dei nuovi vaccini per l’enorme campagna nazionale, la più grande della storia moderna del nostro Paese. Tuttavia, è troppo presto per allentare la guardia e il sistema sanitario pugliese continua ad avere bisogno di gesti di solidarietà come la donazione di mascherine al personale sanitario di Oncologia e Ortopedia del Lastaria di Lucera.

Il periodo è ancora duro e complesso, molto difficoltoso da gestire in assenza di farmaci specifici che si vadano ad affiancare alla fondamentale vaccinazione di massa. Ma intanto la nostra sanità non perde tempo nel riorganizzare le prestazioni in modo tale da ridurre i tempi di presa in carico del paziente, spingendo sul cambio di un paradigma. Non deve più essere il paziente che va dal medico, ma la medicina che va dal paziente.

È questo lo scenario in cui sono sempre di più le iniziative che promuovono la telemedicina, per oltre il 70% diretti a pazienti non affetti da Covid-19.  È quanto emerge dall’Instant Report Covid-19, una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale che vede aggiornamenti settimanali.

Questi rapporti analizzando in profondità la differenza epidemiologica fra le varie regioni, sottolineando che la Puglia tende a mantenere un alto numero di positivi. In termini tecnici si parla di prevalenza periodale, per identificare il rapporto fra positivi al virus fra la popolazione della regione  all’inizio dell’intervallo di tempo considerato e a cui bisogna aggiungere l’incremento del numero di casi durante tale intervallo.

Sul fronte della somministrazione del vaccino la Puglia continua a marciare a buoni vicini, anche se abbiamo imparato a conoscere la variabilità degli approvvigionamenti. È proprio qui che si innesta la spinta dei progetti di telemedicina, per attirare meno pazienti negli ospedali, con relativa minore esposizione al contagio, e per garantire un follow up costante anche a distanza.

È importante che le strutture sanitarie accellerino il passo sull’innovazione, per cominciare a sfruttare da subito i vantaggi offerti dalla diffusione della banda ultralarga – come viene spiegato su www.cercotech.it – per il monitoraggio da remoto tramite dispositivi indossabili. Braccialetti smart, magliette con fibre al cui interno ci sono sensori del tutto simili a quelli degli smartwatch per tenere sotto controllo i parametri vitali ed entrare contatto con il paziente al bisogno.

L’emergenza che stiamo vivendo – afferma Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari – nonostante la sua drammaticità può essere un motore per il cambiamento, rafforzando l’innovazione tecnologica e sdoganando l’uso di sistemi di telemedicina per l’assistenza e la cura dei pazienti sia Covid che non Covid. È un segnale importante della vitalità del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) in tutte le sue componenti: le innovazioni, infatti, sono molto spesso promosse da associazioni di pazienti e cittadini, così come dalle aziende sanitarie ma anche dalle industrie farmaceutiche o di quelle che producono dispositivi”.

Redazione

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