Ambiente

Tartarughe marine, la Puglia è tra le regioni con più nidi d’Italia

Mai così tante nidificazioni di tartarughe marine registrate ai primi giorni di agosto nel Mediterraneo. Da Lampedusa a Venezia, le tartarughe marine continuano a nidificare. Sono 179, dall’inizio dell’estate al primo agosto, i nidi di Caretta caretta censiti da un capo all’altro dell’Italia dai vigilanti attivi sulle spiagge italiane – in prima linea, i Tartawatchers di Legambiente.

Secondo i dati aggiornati e riportati sul portale Tartapedia.it spetta alla Calabria con 61 nidi, seguita da Campania e Sicilia (43), Puglia (11), Lazio (8), Sardegna e Toscana (5), Basilicata (2) e Veneto (1).

Come riporta Legambiente, crescono le adesioni degli stabilimenti balneari alla nuova iniziativa di Legambiente “Lidi amici delle tartarughe marine”: sono circa 500, dalla Maremma Toscana al Salento, dal Litorale di Jesolo a quello di Ostia, gli stabilimenti su cui sventola la bandiera che ne riconosce l’impegno nell’adozione di regole “tartafriendly” – quali la pulizia manuale delle spiagge o la riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso nelle ore notturne –, nella distribuzione di materiali informativi a bagnanti e turisti e nella collaborazione con i centri di salvataggio e recupero delle tartarughe marine. Diverse le aree dove potere imbattersi nei “Lidi amici”, in Toscana, Lazio, Marche, Campania, Puglia, Sardegna, Basilicata e Veneto.

“Gli stabilimenti balneari si stanno rivelando luogo strategico per sensibilizzare turisti e bagnanti, ma anche sentinelle preziose per la tutela delle tartarughe, segnalando in prima persona la presenza dei nidi e rendendosi protagonisti di azioni di pronto intervento insieme ai nostri volontari, in un’estate singolare per numero ed estensione delle nidificazioni finora censite – sottolinea Stefano Di Marco, coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente –.

Basti ricordare quella avvenuta a Jesolo qualche settimana fa, la più a Nord mai registrata nel Mediterraneo, in una località che ospita milioni di visitatori ogni anno: segnale, certamente, di quanto l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici influenzi l’ampliamento dell’areale di nidificazione della Caretta caretta e, d’altra parte, di quanto sia fondamentale intensificare l’azione di tracciamento dei nidi che, grazie all’ampia rete attivata sui territori da Legambiente, da Nord a Sud vede mobilitarsi sempre più persone per la salvaguardia di questa specie in pericolo”.

Un’azione capillare che, dal mese di giugno, ha potuto contare anche sul contributo indispensabile di tanti cittadini che hanno segnalato la presenza di tracce o di piccoli di tartaruga sulle spiagge italiane, grazie al nuovo servizio “SOS tartarughe marine” attivato da Legambiente: possibile contattare l’associazione durante tutta la stagione estiva inviando un messaggio WhatsApp o un SMS al numero 349 2100989.

 

Redazione

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