Sindacato

​Stabilizzazione Ufficio per il Processo: FP CGIL in mobilitazione alla Fiera di Foggia

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FOGGIA – Oggi, in concomitanza con lo svolgimento della prova concorsuale, le segreterie della FP CGIL di tutti i territori della Puglia si sono ritrovate davanti alla Fiera di Foggia per un’importante azione di volantinaggio e protesta. Al centro della mobilitazione c’è il futuro dell’Ufficio per il Processo e la richiesta di una stabilizzazione reale e strutturale per tutto il personale.
​La FP CGIL ribadisce con forza che nessuno deve essere escluso: la stabilizzazione deve riguardare tutti i lavoratori precari, compresi coloro che oggi non supereranno una prova d’esame che il sindacato considera superflua e penalizzante. A livello nazionale sono circa 1.500 i professionisti che rischiano di rimanere fuori dal sistema giustizia, mentre in Puglia sono circa 600 i lavoratori coinvolti in questa situazione di totale incertezza.
​”Vogliamo che tutti i 600 precari pugliesi rimangano a lavorare in Puglia”, dichiara Dario Capozzi Segretario Regionale FP CGIL Puglia. Il rischio concreto, dettato dalla mancanza di chiarezza sulle piante organiche, è infatti quello di una migrazione forzata verso i tribunali del Nord Italia, un danno sociale ed economico inaccettabile per i lavoratori e per il Mezzogiorno.
​La situazione è particolarmente critica per la Capitanata. A Foggia sono attualmente in servizio 76 funzionari dell’Ufficio per il Processo. La FP CGIL esprime il forte auspicio che tutti questi professionisti possano rimanere stabili sul territorio: il Tribunale e gli uffici giudiziari di Foggia non possono permettersi di perdere nemmeno una risorsa, considerando che la scopertura del personale amministrativo ha già raggiunto la drammatica soglia del 22%. Mandare via questi lavoratori o costringerli al trasferimento significherebbe svuotare uffici che soffrono già di carenze croniche e indebolire la risposta di giustizia di cui la provincia ha disperatamente bisogno.
​La battaglia della FP CGIL continuerà in ogni sede: l’Ufficio per il Processo deve diventare una struttura stabile e permanente della giustizia italiana, valorizzando le competenze di chi, in questi quattro anni, ha garantito il funzionamento dei nostri tribunali.

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