Categorie: Viaggi e turismo

Spiagge segrete di Puglia: dal Gargano al Salento luoghi incontaminati tutti da scegliere

Alla scoperta delle incantevoli spiagge sconosciute pugliesi

La Puglia è una terra meravigliosa e ancora una volta fa parlare delle sue spiagge, non solo per chi dall’Estero o altre città d’Italia la raggiunge per settimane all’insegna di escursioni o weekend romantici, ma anche per i “turisti pugliesi”, coloro che la abitano da sempre e magari vogliono scoprire spiagge sconosciute ed incontaminate dei propri “vicini di casa”.

L’estate è il momento giusto per scegliere la Puglia, considerando che, oltre ad esservi location tranquille e lontane dal caos di stagione, bisogna valutare anche la tipologia di vacanza e soprattutto la natura di queste meravigliose spiagge. E da vedere ce ne sono!

Spiaggia Sospetto – Vico del Gargano (FG)

In 800 km di litorale pugliese “avoglia a scegliere!” direbbe un pugliese. Data la vastità del territorio, qualche spiaggia a volte sfugge anche agli stessi pugliesi. Dal Gargano al Salento gli angoli di paradiso sono a portata di mano e spesso, di fronte ad un meraviglioso mare azzurro dall’aria incontaminata, relax e solitudine sono le opzioni più ambite.

Attingendo ad alcune proposte di Lonely Planet Italia, si inizia dall’alto della Puglia ovvero sul Gargano: quanti conoscono Sospetto a Vico del Gargano nota anche come Spiaggia di Murgia della Madonna? Non molto distante, Spiaggia Zaiana, questa volta a sud di Peschici lungo la strada che collega a Vieste allo svincolo per Manaccore, location ideale per godersi il tramonto così come a Procinisco, la spiaggia dorata che sotto punte rocciose si collega ad uno dei tipici trabucchi più famosi del Gargano. Con il traghetto si va dritti a Cala Matano, una delle spiagge più accattivanti di San Domino alle Isole Tremiti. Vieste, invece, è nota per suggestive spiagge caratterizzate da falesie bianche come Cala della Sanguinara e Vignanotica, quest’ultima tra Mattinata e Vieste al seguito di un sentiero lungo 2 km tutto in discesa.

Archeolido di Borgo Egnazia (BR) – Ph. credit: Treccani

Spiagge non attrezzate, in cui spesso i sentieri via terra o via mare sono l’unico accesso possibile, spesso all’orlo di scogliera come nelle Murge la Spiaggia del Macello o le Grotte di Ripalta, entrambe a Bisceglie, che accolgono una location mozzafiato dal mare profondo e pulito. Oltre alla bellezza, i loro nomi raccontano una storia dal mistero pugliese o da gesta di avi provenienti dalla Grecia: la Baia di San Gregorio, ad esempio, è l’archeolido di Borgo Egnazia, un sito archeologico sospeso tra mare e cielo. Le stesse emozioni che suscita anche Cala Paura a Polignano a Mare, l’alter ego di Cala Porto, ma molto più romantica e tranquilla.

La vastità del Salento che dall’Adriatico si espande allo Ionio, infine, ha l’imbarazzo della scelta. Ad Ostuni, l’Oasi di Torre Guaceto permette di fare un bagno in acque trasparenti tanto amata anche dai fenicotteri che popolano questa Area Marina Protetta. Una vacanza all’insegna della vera natura circondati da vaste praterie. Per preservare la fauna e la flora della riserva è possibile parcheggiare a ben 200 m di distanza. Un accorgimento che vale anche per le zone vicine come la splendida Costa Merlata. Proseguendo verso l’incontro dei due mari, Porto Cesareo accoglie in 1 km di sabbia bianchissima la Baia di Sant’Isidoro, mentre Porto Selvaggio nasconde Baia Frascone dalle acque limpide fino a massime altezze. Ad Otranto c’è Baia dell’Orte e Tricase si fa portavoce di romanticismo a Cala dell’Acquaviva Marittima e nella Grotta Verde di Andrano, detta anche “della poesia”. Qui lo scenario è molto simile a quello murgese: scogli ed acqua alta sempre limpida. A Taranto l’Isola di San Pietro e Baia del Girasole nei pressi di Marina di Pulsano svelano incantevoli grotte dalla sabbia bianca e Ionio bassissimo.

Una spiaggia dell’Isola di San Pietro (TA) – Ph. Credit: La Gazzetta del Mezzogiorno

In genere, queste spiagge sono prive di servizi ed indicazioni: si tratta di calette raggiungibili solo a piedi,  percorrendo una centinaia di metri tra le rocce o sentieri deserti. Il loro percorso potrebbe rivelarsi un po’ impervio per i meno avventurosi, ma la solitudine e il rumore del mare appagheranno questa piccola fatica.

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Pubblicato da
Michela Serafino