Viaggi e turismo

Le Guide di Foggia Reporter: Siponto

Siponto – Il quartiere balneare dove tutto ebbe inizio, dove la costa aspra e rocciosa d’un tratto diventa una riviera bassa e sabbiosa.

Ville, localini chic e lussuosi alberghi riflettono sul Golfo di Manfredonia. E pensare che ci son voluti terremoti e tzunami per far risorgere ciò che si vede oggi: un gioiello tra ruderi e mare.

Una meta balneare tanto amata da tedeschi, francesi ed immancabilmente foggiani! Quanti ricordi alla vecchia stazione di Siponto che dagli anni ’30 ha accolto miriadi di bagnanti sotto il fruscio di oleandri, pini ed eucalipti.

Visitare Siponto è un po’ come ritrovarsi, con gli appuntamenti davanti a Fontana Piscitelli o a Piazzetta del Daino per un panzerotto e le scampagnate in pineta con tutta la famiglia.

Chiesa di Sant’Andrea a Piazza Piscitelli – Ph. Credit: Albergo Gabbiano

A vederla così attuale, Siponto, non sembra aver un passato così splendido e radioso.

Eppure è nata prima di Manfredonia, anzi è l’antica Manfredonia.
Pare che quelle stesse spiagge, oggi ospitali e confortevoli, un tempo furono deserte e vastissime.

Secondo leggenda fu Diomede a fondare Sepiuntum, la città delle seppie e delle stele daunie, che l’archeologo toscano, Silvio Ferri, riportò alla luce tra i muretti a secco del Candelaro e del Cervaro, dichiarando la sua origine illirica.

Nell’incantevole scenario naturale della campagna pugliese, l’arte e la storia raccontano passo dopo passo l’orbita politica e religiosa di Siponto.

La suggestione del complesso monastico dell’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara e le Basiliche di Santa Maria di Siponto con lo sfondo del mare del Gargano.

Chiostro dell’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara – Ph. Credit: keebboo

Il rosone di San Leonardo ogni anno scandisce il solstizio d’estate, accogliendo visitatori e religiosi sotto portali romanici in devozione di un raro crocifisso ligneo, che da insediamento romano lo trasformarono in vescovado di Siponto, ricovero di pellegrini e crociati, di seguito centro nevralgico di Cavalieri Teutonici fino alla soppressione per mano di Gioacchino Murat.

Un monumento che tende la mano ai pavimenti musivi in bianco e nero della basilica paleocristiana di Santa Maria, in cui l’installazione di Edoardo Tresoldi dialoga con le influenze islamiche ed armene del romanico pugliese altomedievale.

Necropoli paleocristiane nella pineta di Siponto – Ph. Credit: Visit Manfredonia

Due chiese sovrapposte per la madonna bizantina, Santa Maria di Siponto, e le reliquie del vescovo Lorenzo Maiorano, santo legato alle vicende della grotta micaelica in memoria degli attacchi barbarici del 493 d.C.

La chiave della cristianità sul Gargano, anche al seguito del definitivo abbandono di Siponto.

La passeggiata a Siponto si districa tra mare e sterrati della transumanza, reperti del II secolo a.C e cimeli medievali, anfiteatri e piazzette dove godere della piccola comunità e della bellezza di un quartiere molto importante e dalla tintarella facile. Un posto del cuore.

Fonte: Damico, A., “Leone IX e il Meridione: il Sinodo di Siponto, 1050”, Edizioni del Golfo, 1989.
Serricchio, C., “Siponto, Manfredonia”, Edizioni del Rosone, 2004.
Laganara Fabiano, C., “Siponto: archeologia di una città abbandonata nel Medioevo”, Grenzi Editore, 2011.

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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