Il Silos Granaio di Foggia, il più grande d’Europa

Il più grande Silos granario d’Europa si trova a Foggia

Foggia Reporter

Foggia – Foggia centro naturale di concentramento e di commercio della imponente produzione cerealicola del Tavoliere ha nel 1936 il più grandioso ed il più perfezionato Silos granario d’Italia e d’Europa.

L’esistenza nel capoluogo di provincia di due importanti Enti di ammassamento frumentario, il Piano delle Fosse ed i Magazzini Generali fece sì che a Foggia ci fosse la costruzione del Silos Granario anche per via degli inconvenienti dovuti all’innalzamento della falda di acqua sotterranea che aveva invaso parzialmente le fosse dei magazzini situati sulla via di Manfredonia.

Tali inconvenienti avevano reso, quindi, estremamente pericoloso, per l’avvenire l’utilizzazione delle fosse stesse, in quanto il fenomeno dell’innalzamento di falda, non era sempre prevedibile mettendole in pericolo e non si accompagnava uniformemente a tutte le località per via dell’entità delle precipitazioni atmosferiche.

Il perfezionamento conseguito nei sistemi di conservazione, di ventilazione, di carico e scarico di cereali in queste gigantesche costruzioni in cemento armato permettono di stabilire in modo certo che gli agricoltori, abbandonando l’antico sistema di conservazione in fosse del loro prodotto, per ammassarlo nel silos ha tutelato e conservato nel modo migliore il grano che è frutto della loro fatica e risentì dal nuovo sistema, un grande beneficio, che si risolse in vantaggio diretto per la sveltezza, la comodità e la rapidità di tutte le operazioni inerenti agli ammassi frumentari.

L’agricoltore foggiano, per antica tradizione, si è sempre avvalso delle “fosse”, sistema che ha sempre consentito la lunga conservazione dei cereali per lunghi periodi di tempo senza che vi sia stato bisogno di aerarli e nemmeno di rimuoverli, che, immessi in buone condizioni di essiccamento, mantenevano un grado normale di umidità, non si riscaldavano e con lo sviluppo d’anidride carbonica, creavano un’atmosfera tossica che li preservava dai topi e dalle tarme.

Ma il sistema di conservazione del grano per mezzo delle fosse oltre ai vantaggi presentava anche non trascurabili inconvenienti: spese di manutenzione delle fosse, costi d’esercizio per l’estrazione del cereale ma anche se fatta con gruppi pneumatici aspiratori risultando dispendiosa e notevole perdita di tempo e soprattutto il pericolo costituito da possibili affioramenti delle acque freatiche e dalle infiltrazioni di acque che per avventura fossero mai convogliate nel sottosuolo.

L’immensa costruzione del Silos Granario in cemento armato si eleva oltre trenta metri sul livello del terreno presentandosi con moli imponenti ed è costituito da tante celle anche in cemento armato a sezione quadrata o rettangolare e che partendosi dalla base del Silos sono disposte verticalmente l’una accanto all’altra, fino alla sommità.

Queste celle hanno capacità differenti dai 700-800 quintali e minimi di 100-200 quintali. L’afflusso del grano avviene in maniera rapida poiché il Silos può ritirare contemporaneamente dai carri ferroviari che da autocarri e carrette, diverse partite con maggiore velocità. Il grano viene scaricato, pesato automaticamente, insaccato e messo sulla banchina di carico.

Ѐ giusto che in virtù di questa imponente costruzione voluta dalla Bonifica Integrale e dal governo fascista confermarsi con la fama di granaio d’Italia. Il Silos aveva la capacità complessiva di oltre 400.000 quintali e costò sei milioni e fu una delle più belle opere del Governo Fascista che diede decoro ed importanza a Foggia.

Il maestoso Silos granario di Foggia accolse la produzione cerealicola del 1935-36 e fu inaugurato da sua altezza Principe di Piemonte il 10 settembre 1937; il quotidiano il Mattino Illustrato nel nr.37 dedicò la prima copertina dell’avvenimento.

A Cura di Ettore Braglia