Schiapparo, CNA Foggia: “La sentenza ha rimosso l’ultimo grande ostacolo”
Il presidente Antonio Nunziante: “L’obiettivo è stato raggiunto: esiste già uno strumento, esiste un progetto e oggi esiste anche la certezza sul quadro territoriale. Non serve un nuovo percorso di confronto, serve agire”

FOGGIA – La CNA Foggia esprime apprezzamento per le parole di Matteo Viggiani sulla necessità di superare definitivamente la condizione di emergenza e di incertezza che da decenni caratterizza la vicenda dello Schiapparo-Torre Mileto. Per il presidente della CNA Foggia, Antonio Nunziante, oggi, però, il passaggio decisivo è un altro: non bisogna ricominciare da capo.
“La riflessione di Viggiani è positiva perché riporta l’attenzione sulla necessità di dare finalmente un futuro allo Schiapparo – dichiara Nunziante –. Ma oggi dobbiamo essere ancora più chiari: non siamo più nella fase in cui bisogna capire se esiste una strada da percorrere. La strada è già stata individuata”.
Il riferimento è al Piano degli Interventi di Recupero Territoriale (PIRT) di Schiapparo-Torre Mileto, predisposto per affrontare organicamente il recupero dell’area, attraverso gli interventi previsti sugli immobili, la riqualificazione urbanistica e ambientale e le necessarie opere di infrastrutturazione. Il PIRT è da anni inserito anche nella programmazione territoriale regionale relativa ai Laghi Garganici.
A lungo, tuttavia, il percorso amministrativo è stato condizionato dalla controversia relativa alla definizione dei confini tra Lesina e San Nicandro Garganico. La storica vertenza è stata definitivamente chiusa dalla Corte di Cassazione nel 2026, con una decisione che ha posto fine a un contenzioso ultrasecolare e che, proprio per questo, rimuove uno degli ostacoli che avevano impedito la conclusione dell’iter del PIRT.
“La sentenza e il PIRT rappresentano, insieme, il punto di svolta che aspettavamo – sottolinea il presidente CNA Foggia –. Per anni abbiamo detto che la questione confinaria costituiva uno dei principali ostacoli alla possibilità di procedere. Oggi quell’ostacolo è stato superato. Il risultato che dovevamo raggiungere è stato raggiunto”.
Da qui, secondo CNA Foggia, una conseguenza precisa: non è necessario riavviare un nuovo iter politico di confronto per stabilire cosa fare dello Schiapparo.
“Non serve rimettere tutto in discussione – afferma Nunziante –. Non serve un nuovo giro a vuoto. Non serve ripartire da un tavolo che debba nuovamente individuare obiettivi, strumenti e soluzioni. Gli strumenti sono già a disposizione e il percorso è già delineato. Ora bisogna agire”.
Questo non significa, per CNA Foggia, prescindere dalle verifiche tecniche e amministrative necessarie né tantomeno derogare alle norme urbanistiche, paesaggistiche e ambientali.
“Agire significa applicare le regole e utilizzare gli strumenti che già abbiamo – precisa Nunziante –. Significa dare seguito al PIRT, procedere secondo le competenze degli enti interessati e distinguere con rigore ciò che può essere recuperato da ciò che deve essere demolito e restituito all’ambiente. La tutela ambientale e la legalità non sono un’alternativa all’intervento: sono il presupposto dell’intervento”.
Il PIRT, infatti, prevede un approccio organico alla situazione dell’area, comprendendo il recupero di parte degli immobili, la demolizione delle strutture non recuperabili e interventi di riqualificazione e infrastrutturazione. Per la CNA Foggia, dunque, la chiusura della vertenza confinaria non deve essere considerata semplicemente un risultato giudiziario, ma la condizione che consente oggi di passare dalla fase dell’attesa a quella dell’attuazione.
“Abbiamo aspettato decenni che venisse fatta chiarezza su una questione fondamentale – continua Nunziante –. Quella chiarezza oggi c’è. Abbiamo uno strumento di pianificazione e recupero già individuato. Abbiamo un quadro territoriale finalmente definito. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo”.
La CNA Foggia ritiene quindi che l’obiettivo debba essere uno solo: arrivare a un punto d’arrivo unitario, mettendo da parte ogni contrapposizione e concentrando l’azione istituzionale sull’attuazione concreta delle soluzioni già individuate.
“Il punto d’arrivo deve essere unitario – conclude Antonio Nunziante –. Non possiamo continuare a discutere per altri anni dello Schiapparo come di un problema irrisolto. Oggi abbiamo le condizioni per affrontarlo. Il PIRT è lo strumento da utilizzare e la sentenza ha eliminato l’ostacolo che ne aveva rallentato il percorso. Ora è obbligatorio passare ai fatti”.
Per CNA Foggia, la riqualificazione dello Schiapparo-Torre Mileto può così diventare non soltanto la soluzione di una delle più annose criticità territoriali del Gargano, ma anche una concreta occasione di rigenerazione ambientale, sviluppo turistico, investimenti, lavoro e crescita per l’intera area.
“Non chiediamo di inventare nulla di nuovo – ribadisce Nunziante –. Chiediamo semplicemente di utilizzare ciò che già abbiamo e di farlo fino in fondo. Il tempo delle attese è finito. Ora bisogna agire”.

