Scatta l’allarme sul grano “al glisolfato”, Agrinsieme: “Stop alle importazioni”

Appello del Coordinamento per assicurare uomini e mezzi necessari ai ...

Foggia Reporter

“Sul glisolfato sono positivi e all’avanguardia i divieti e le restrizioni imposti dal Ministero della Salute, ma per farli rispettare è fondamentale tenere alto il livello di attenzione e assicurare a Magistratura e Forze dell’Ordine il personale e i mezzi necessari a far rispettare la legge. Ci giungono notizie del prossimo approdo di una nave mercantile, in arrivo in Puglia, con un nuovo carico di grano dall’estero, dove il glisolfato è ampiamente utilizzato nelle fasi di pre-raccolta. Bisogna vigilare. Il blocco delle importazioni di grano, almeno per un determinato periodo, avrebbe senso proprio alla luce del decreto varato dal Ministero della Salute per bloccare temporaneamente l’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari che contengono glisolfato”.

E’ Agrinsieme Foggia, il coordinamento che mette insieme CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare e Copagri, a intervenire sulla questione. “Ci rivolgiamo all’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente, all’Asl Fg, ai Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma, agli organi competenti della Polizia di Stato, della Guardia Forestale e della Guardia di Finanza. Confidiamo nel massimo grado di attenzione e di scrupolo dimostrato finora, chiedendo alle Istituzioni di assicurare le risorse necessarie a incrementare i controlli per rendere effettivi i divieti e le restrizioni decisi dal Governo”.

Solo tra maggio e giugno, nel porto di Manfredonia sono stati scaricati 560 mila quintali di grano duro importati da Kazakistan, Russia, Canada e Australia. “L’Italia ha regole giustamente rigorose a tutela della salubrità dei prodotti e della salute dei cittadini, purtroppo altri Paesi non hanno lo stesso livello di sensibilità, ecco perché il blocco delle importazioni di cereali, lungi dall’essere una misura protezionistica, si configurerebbe come provvedimento atto a rendere effettivo il decreto del Ministero della Salute. In un’economia globalizzata, anche le regole più avanzate, quelle poste a tutela del bene primario della sanità, devono essere globali, altrimenti si mette a rischio la salute dei cittadini e si inquina il principio di concorrenza leale che dovrebbe regolare il mercato”, conclude il comunicato-appello di Agrinsieme Foggia, il coordinamento che mette insieme CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare e Copagri.