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Sanità pugliese in rosso: buco da 369 milioni e rischio stangata Irpef

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BARI – La Regione Puglia si prepara a presentare ai ministeri dell’Economia e della Salute i conti in perdita delle dieci aziende sanitarie: un disavanzo certificato di 369 milioni di euro che apre concretamente lo scenario del commissariamento.

In caso di intervento straordinario, il governatore Antonio Decaro potrebbe essere nominato commissario ad acta con il compito di varare, entro fine maggio, un piano urgente di risanamento. La Regione punta a recuperare tra i 120 e i 140 milioni attraverso tagli alla spesa, utilizzo degli avanzi e riduzione di alcuni costi, ma resterebbe comunque un buco di circa 229 milioni. Per colmarlo, prende quota l’ipotesi più delicata: l’aumento dell’addizionale Irpef. L’idea della Giunta è quella di tutelare i redditi fino a 28mila euro, concentrando il peso fiscale sui contribuenti medio-alti. Tuttavia, i numeri indicano che un aumento limitato non basterebbe: servirebbero ritocchi fino all’1,5-2%, con un impatto significativo sulle tasche dei cittadini. Sul tavolo, dunque, una scelta complessa: evitare il collasso dei conti sanitari senza scaricare eccessivamente il peso su famiglie e lavoratori. Una partita non solo economica, ma anche politica, che mette in equilibrio la tenuta del sistema sanitario e il consenso sociale.

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