Attualità

San Giovanni Rotondo guarda avanti: quando l’inclusione diventa co-progettazione e futuro

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Non un semplice convegno, ma un cantiere aperto di idee e partecipazione. L’incontro “San Giovanni Rotondo guarda avanti – Disabilità e Inclusione”, svoltosi nell’ambito del progetto “La Fabbrica delle Idee”, ha segnato un punto di svolta nel dibattito cittadino sulla costruzione di una comunità più giusta e consapevole.

L’iniziativa, promossa con lungimiranza da Pio Cisternino e Francesco Mangiacotti, ha saputo catalizzare l’attenzione di istituzioni, associazioni e famiglie, dimostrando che il desiderio di una città senza barriere — fisiche e mentali — è una priorità sentita e non più rimandabile.

Il valore dello spazio di confronto è stato suggellato dalla presenza di figure di primo piano nel panorama della tutela dei diritti. Vincenzo Falabella, Presidente nazionale della FISH, ha offerto una visione alta e responsabile sul tema della co-progettazione, confermando la sua costante vicinanza al territorio pugliese. Al suo fianco, Antonio Giampietro, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, ha ribadito l’impegno costante della Regione Puglia nella promozione della dignità e dell’accessibilità universale.

Il dibattito è entrato nel vivo grazie a contributi tecnici di spessore e testimonianze toccanti:

Entela Runa, sociologa del turismo religioso ed esperta del settore, ha tracciato la rotta per trasformare San Giovanni Rotondo in un modello di ospitalità senza barriere, coniugando competenza tecnica e profonda sensibilità sociale.

Leuzzi, Presidente dell’associazione “Gli Amici di San Pio”, ha portato l’assemblea nel cuore della realtà quotidiana. Attraverso video d’impatto, ha mostrato le difficoltà oggettive che una persona in carrozzina incontra percorrendo le vie cittadine, richiamando tutti alla responsabilità di garantire una mobilità paritaria.

Salvatore Trotta ha analizzato la complessità del sistema religioso locale, focalizzandosi sulla visione di San Giovanni Rotondo come “Città Santuario” che deve saper accogliere ogni pellegrino con la stessa dignità.

La dottoressa Adelaide Capuano, psicologa clinica e direttore del centro CAS di Stignano, ha invece approfondito il tema cruciale dell’integrazione dei ragazzi sul territorio.

Uno dei momenti più intensi è stato rappresentato dalla testimonianza dei componenti del Centro Emma Francavilla. Il racconto delle numerose attività svolte dai ragazzi disabili, in stretta sinergia con le famiglie, ha dimostrato concretamente come la disabilità non sia un limite invalicabile, ma una condizione che — se supportata da una comunità inclusiva — permette il pieno sviluppo della persona.

Dall’incontro è emerso un messaggio politico e sociale chiarissimo: l’inclusione non si costruisce nelle stanze chiuse dei palazzi.

“Quando si parla di diritti, non si può progettare senza coinvolgere chi quei bisogni li vive ogni giorno”, è stato ribadito con forza.

L’associazione organizzatrice ha tenuto a precisare la propria natura apartitica, dichiarandosi aperta al dialogo con ogni forza politica che voglia seriamente contribuire al bene della città. Perché, quando in gioco ci sono la dignità umana e l’accessibilità, non esistono bandiere, ma solo responsabilità collettive.

San Giovanni Rotondo ha oggi l’occasione di diventare un punto di riferimento per il pellegrinaggio accessibile e l’integrazione sociale. La strada è tracciata: collaborazione, ascolto e co-progettazione reale.

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