Città capoluogoPolitica

Saldo migratorio, assessore Iorio replica a Confidustria: “Respingiamo il giudizio di “città da dimenticare” e di istituzioni mute”

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

FOGGIA – Il Comune di Foggia non ignora né sottovaluta il dato Istat rilanciato ieri da Il Sole24Ore sul saldo migratorio interno del capoluogo dauno. Respinge, però, con altrettanta nettezza il giudizio espresso dal presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, che ha parlato di “città da dimenticare” e di “istituzioni quasi mute” sul tema.

“Prima di tutto va detto con chiarezza ciò che troppo spesso si tende a dimenticare nel dibattito pubblico – dichiara l’assessore alle Attività Economiche del Comune di Foggia, Luigi Iorio – e cioè che il Comune non ha competenze dirette in materia di politica economica e industriale, che appartengono ad altri livelli istituzionali e, in parte, agli stessi soggetti datoriali. Ha però competenze di pianificazione, di programmazione del territorio e di agevolazione degli investimenti. E su questo fronte, in due anni di amministrazione guidata dalla sindaca Episcopo, non siamo rimasti fermi un solo giorno”.

Iorio richiama alcuni dei dossier su cui il Comune ha lavorato, insieme ad altri enti, sulla zona industriale ASI, il principale polo produttivo della città, dove operano circa 3.000 lavoratori su un’area di 600 ettari, come lo sblocco dei circa 40 milioni di euro per la piattaforma logistica ferroviaria dell’Incoronata o l’accordo firmato lo scorso 6 agosto tra Comune e Consorzio ASI per un sistema di videosorveglianza da 183 dispositivi, finanziato con risorse del PON Legalità, pensato – come sottolineato dallo stesso Consorzio – per rispondere alle condizioni di sicurezza richieste dai grandi investitori. E manca poco anche alla realizzazione del piano di ampliamento del comparto. A questo, poi, si aggiunge la costituzione della Consulta per il Commercio e le Giornate del lavoro (Job Days) organizzate in questi anni.

“La competitività di un territorio – prosegue Iorio – non si misura solo da ciò che fa il Comune, ma anche dalla capacità del sistema delle imprese di investire, assumere e innovare. Su questo fronte ci aspettiamo da Confindustria Foggia un ruolo di partner che accompagna i processi socioeconomici del territorio, mettendo in campo le proprie leve – investimenti privati, formazione, attrazione di nuove imprese associate – con la stessa determinazione con cui oggi giudica l’operato delle istituzioni”.

Sull’accusa di “mutismo”, l’assessore usa toni diretti. “Invito a rileggere i dati con più attenzione prima di trasformarli in slogan. Quello citato è il saldo migratorio “interno”, misura i trasferimenti di residenza verso altri comuni della provincia, non un esodo dal territorio dauno. Chi si trasferisce da Foggia a San Severo, a Cerignola, a Manfredonia o nei comuni limitrofi non abbandona il proprio bacino di vita e di lavoro, ma probabilmente cambia solo indirizzo di residenza. Le ragioni potrebbero essere in larga parte legate a fattori abitativi e urbanistici – il costo delle case, la disponibilità di spazi, la qualità della vita nei centri minori – più che a un giudizio sulla tenuta economica della città. Prima di parlare di desertificazione sociale, bisognerebbe distinguere tra chi cambia residenza nella stessa area e chi lascia davvero il territorio”.

Iorio richiama inoltre un dato non evidenziato dall’indagine. “A parte il fatto di non avere una classificazione né per fasce di età né per categorie lavorative e sociali, la statistica non tiene conto della popolazione universitaria non residente, per esempio. Migliaia di studenti fuori sede vivono, studiano e spendono ogni giorno a Foggia senza risultare iscritti all’anagrafe cittadina. È una componente che pesa concretamente sull’economia reale della città -commercio, affitti, servizi -e che nessun saldo migratorio è in grado di restituire, ma che va messa sul tavolo quando si parla, a sproposito, di città che si svuota”.

“Detto questo – conclude Iorio -, sono convinto che gli scambi a distanza tra istituzioni e categorie economiche non facciano bene alla città. Le nostre concittadine e i nostri concittadini non hanno bisogno di comunicati che si rincorrono sui giornali, ma di un fronte comune. Per questo chiedo a Confindustria Foggia di essere più propositiva e, al di là della difesa dello status quo, illustrare quali proposte concrete vorrebbe mettere sul tavolo per trattenere talenti, famiglie e imprese. L’amministrazione ha lavorato e continuerà a lavorare sulle proprie competenze, ma serve anche il contributo di chi rappresenta le imprese. E su questo siamo sempre disponibili a un confronto diretto e costante”.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]