Rinnovabili, scontro tra Lipu e Confindustria: “Basta scempi” contro “Serve più energia pulita”

FOGGIA – È un confronto durissimo quello che si è acceso sul futuro delle energie rinnovabili, con posizioni diametralmente opposte tra Lipu e Confindustria Foggia. Al centro del dibattito, la nuova legge regionale sulle aree idonee agli impianti eolici e fotovoltaici e il modello di sviluppo energetico del territorio.
L’accusa della Lipu: “Territori devastati e interessi privati”
L’associazione ambientalista parla senza mezzi termini di uno “scempio” già in atto, denunciando una trasformazione profonda e, a suo dire, irreversibile di ampie aree della regione, in particolare della Capitanata.
Secondo la Lipu, l’espansione incontrollata di pale eoliche, impianti fotovoltaici e infrastrutture connesse avrebbe compromesso paesaggi, habitat naturali e contesti agricoli, frammentando il territorio e incidendo negativamente sulla biodiversità.
A puntare il dito è Enzo Cripezzi, che accusa il settore di aver privilegiato “enormi interessi privatistici” a scapito del bene collettivo, sfruttando anche la debolezza del comparto agricolo.
Numeri alla mano, la Lipu evidenzia come circa il 50% della potenza energetica rinnovabile installata in Puglia sia concentrata proprio in provincia di Foggia, denunciando uno squilibrio territoriale che avrebbe trasformato l’area in una “colonia energetica”.
L’associazione contesta inoltre le pressioni esercitate da imprese e associazioni di categoria sulla Regione, ritenendo infondate le preoccupazioni su eventuali limiti allo sviluppo: secondo la Lipu, gli obiettivi energetici al 2030 sarebbero già ampiamente raggiungibili con gli impianti autorizzati.
Da qui l’appello alla politica regionale affinché introduca regole più stringenti, privilegiando l’installazione su aree già urbanizzate e fermando quella che viene definita una “proliferazione indiscriminata”.
La replica di Confindustria: “Le rinnovabili sono una necessità”
Di segno opposto la posizione di Confindustria Foggia, che respinge le accuse e invita a un confronto più “razionale e meno ideologico”.
A intervenire è Antonella Pasqualicchio, presidente della sezione Energia, che sottolinea come lo sviluppo delle fonti rinnovabili sia una scelta obbligata per affrontare le sfide globali.
“Non si può parlare di scempio – afferma –. Il vero danno ambientale è stato causato per decenni dai combustibili fossili. Le rinnovabili rappresentano oggi la soluzione più sostenibile disponibile”.
Secondo Confindustria, l’espansione di eolico e fotovoltaico consentirebbe di ridurre i costi in bolletta, abbattere le emissioni, rafforzare l’indipendenza energetica e generare nuova occupazione.
In particolare, la Capitanata viene vista come un territorio strategico non solo per la produzione, ma anche per lo sviluppo di una vera filiera industriale legata all’energia pulita, con investimenti, formazione e innovazione.
Pasqualicchio respinge anche l’etichetta di “assalto al territorio”, parlando piuttosto di opportunità di crescita: l’obiettivo, spiega, è trasformare la provincia in una “Green Valley”, puntando su ricerca, competenze e produzione industriale, anche attraverso il coinvolgimento dell’Università di Foggia.
Due visioni opposte di sviluppo
Il confronto tra Lipu e Confindustria mette in evidenza due visioni profondamente diverse: da un lato la tutela rigorosa del paesaggio e degli ecosistemi, dall’altro la necessità di accelerare la transizione energetica per sostenere economia e occupazione.
Sul tavolo resta la sfida più complessa: trovare un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità, evitando sia il blocco degli investimenti sia il rischio di una trasformazione irreversibile del territorio. Un equilibrio che la politica regionale sarà chiamata a definire nei prossimi mesi.

