Resto al Sud, il miglior partner degli imprenditori per aprire un bar

Il settore della ristorazione, che sta cavalcando l’onda lunga del risveglio del turismo che sta portando tantissimi turisti in Italia, sta vivendo un periodo particolarmente prospero. L’imprenditoria italiana infatti sta rivolgendo lo sguardo con crescente interesse a tutte le attività ristorative, in modo particolare ai bar.

Del resto fare colazione al bar è una tradizione irrinunciabile per gli italiani, così come bere un buon caffè, sorseggiare un drink o concedersi un aperitivo con i colleghi dopo il lavoro. Insomma ci sono tante buone ragioni per aprire un bar e gli imprenditori del Centro e Sud Italia ne hanno uno in più: il bando Resto al Sud.

Si tratta di un’agevolazione statale destinata agli imprenditori residenti in Calabria, Campania, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Molise, Sicilia e Puglia. Come dimostrano i dati del 2023 e del 2022, l’iniziativa ha riscosso grande successo tra gli imprenditori, anche se il finanziamento non viene rilasciato a tutti.

Bisogna dimostrare di avere i requisiti personali, imprenditoriali e territoriali per poter accedere al finanziamento e la domanda va presentata esclusivamente in via telematica sul sito di Invitalia inviando i documenti necessari, tra i quali anche il business plan.

Gli imprenditori che dimostrano di avere i requisiti necessari possono ottenere un finanziamento del 100% delle spese necessarie per l’attività, suddivise al 50% con prestito bancario, da restituire senza interessi, e al 50% a fondo perduto. Nell’apposito articolo di approfondimento è possibile conoscere quali sono gli step necessari per aprire un bar con Resto al Sud, ma ora concentriamoci sugli aspetti peculiari che riguardano il lancio di questa attività.

Prima di partire è necessario valutare i costi, avere i requisiti necessari, aprire una partita IVA, disporre di un locale con le relative attrezzature e avere i fondi necessari. La pietra miliare dell’apertura di un bar è il business plan, un documento che consente di avere una visione completa di tutto: dai costi ai guadagni, fino ai pro e i contro di questa iniziativa.

I costi sono molto variabili e dipendono da numerosi fattori, a partire dalle dimensioni e dall’ubicazione del locale. Un bar di circa 50-70 mq costa all’incirca tra i 50.000 e gli 80.000 euro, cifra che può salire tra i 150.000 e i 300.000 euro se il locale ha una dimensione tra i 150 e i 200 mq. L’investimento può salire ulteriormente per chi decide di acquistare un bar già ben avviato.

Una soluzione alternativa per dare un bel taglio alle spese è aprire un bar in franchising, il cui costo può oscillare tra i 15.000 e i 45.000 euro. Ci sono però diversi obblighi da rispettare, come il versamento delle royalty e la scelta dei fornitori limitata. Inoltre è necessario disporre dei seguenti documenti: destinazione d’uso commerciale del locale, certificato HACCP, certificato di frequenza SAB e documentazione di valutazione dei rischi.

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