Ambiente

Solare ed eolico in Puglia: no a terra sì sui tetti. Gli impianti devono risparmiare i terreni agricoli produttivi

Puglia – Sì in Puglia alle produzioni energetiche da fonti alternative, rinnovabili, sostenibili, ma gli impianti devono risparmiare i terreni agricoli produttivi. Regole stringenti per il fotovoltaico “a terra”, via libera invece ai pannelli sui tetti, la priorità è la salvaguardia del territorio, del paesaggio, dell’agricoltura, del Made in Puglia.

Sul tema c’è una sensibilità trasversale in Consiglio regionale, comune alla Giunta e alle forze politiche di ogni colore, confermata nell’audizione in quinta Commissione consiliare permanente (ambiente), convocata dal presidente Francesco Paolo Campo su richiesta di numerosi consiglieri regionali, portavoce per tutti Paolo Pagliaro, capogruppo della Puglia Domani.

L’obiettivo della riunione: ascoltare soggetti istituzionali e associativi – ha precisato il presidente Campo – per una riflessione sul proliferare in Puglia di richieste d’impianti di produzione di energia fotovoltaica ed eolica.
Non è un NO alle energie pulite, ma all’invasione di pannelli e pale nel territorio, specie nel Salento agricolo e in provincia di Foggia. In Puglia “abbiamo già dato”, ha detto Pagliaro, illustrando le ragioni della richiesta di un ampio confronto. Serve la collaborazione di tutti, per fermare un “oltraggio al paesaggio e un grave impatto sul settore agricolo”.

È il momento di aggiornare il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale), per mettere fine al consumo sconsiderato di suolo ed altre “aggressioni” dei terreni agricoli, trasferendo i pannelli sui tetti delle abitazioni e dei fabbricati rurali, nelle aree industriali e artigianali, nelle cave dismesse e nelle zone SIN perimetrate come contaminate.

Secondo dati consolidati al 2018, nel solare la Puglia è prima per potenza installata per chilometro quadrato, con una produzione più che doppia rispetto alla media nazionale. Nell’eolico, sono 92 i megawatt, pari al 25 per cento dell’intera potenza installata in Italia. Le province di Lecce e Brindisi hanno il più alto tasso di pannelli d’Europa, nella Daunia le torri violentano il territorio.

I dati sono relativi a due anni fa, intanto sono sul tavolo richieste di VIA per altri 508 megawatt complessivi di fotovoltaico, su 856 ettari. E sono esclusi i piccoli impianti di un megawatt, di autorizzazione comunale e le strutture, stazioni ed impianti di trasferimento dell’energia. Non si possono inoltre trascurare i problemi legati allo smaltimento dei pannelli obsoleti e alla tentazione degli olivicoltori danneggiati dalla xylella di ricorrere ad altre fonti di reddito.

Le preoccupazioni sono condivise dal governo regionale. L’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia ha assicurato che non ci sarà spazio nella sua gestione per atti di pirateria e sciacallaggio sul territorio agricolo, ma si possono valutare aspetti di utilizzo e implementazione non impattanti. La transizione verso fonti energetiche pulite e alternative al fossile, ma senza aggredire i campi e consumare suolo, rientra nelle linee dell’Assessorato regionale all’ambiente.

L’assessorato all’urbanistica intende insistere sul fotovoltaico sui tetti, solai di edifici e condomini. Nel corso dell’audizione, sono stati sentiti la soprintendente all’archeologia belle arti e paesaggio di Lecce Maria Piccarreta, il docente universitario Pierluigi Portaluri, il presidente Coldiretti Puglia Savino Muraglia e rappresentanti di numerose associazioni ambientaliste nazionali e locali. Molte hanno fatto pervenire contributi scritti. Il tema è solo alla fase iniziale, si tornerà sull’argomento in altre sedute.

Comunicato Stampa

Redazione

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