Rapporto Svimez: crescita debole e forti squilibri, la Puglia rallenta tra servizi in ripresa e crisi industriali

ROMA – È un quadro fatto di luci e ombre quello che emerge per la Puglia dall’ultimo rapporto Svimez sull’economia regionale, con una crescita complessiva del PIL del 7,2% nel periodo 2022-2025, in linea con la media nazionale ma inferiore a quella del Mezzogiorno (+9,5%). Tuttavia, negli ultimi due anni il rallentamento è evidente, fino a un modesto +0,2% registrato nel 2025.
L’unico comparto in crescita significativa è quello dei servizi, che segna un +1,3% nel 2025 grazie a consulenze, turismo, logistica e attività professionali, con un risultato superiore alla media italiana e del Sud. In forte difficoltà invece le costruzioni (-11,3%), condizionate dalla fine del Superbonus e dal ridimensionamento del PNRR, mentre anche l’industria arretra (-1,7%) e l’agricoltura resta sostanzialmente stabile (+0,1%).
Sul fronte dell’export, la Puglia raggiunge 9,8 miliardi di euro, pari all’1,5% del totale nazionale, con una crescita del +2,6% rispetto al 2024 e un’incidenza sul PIL del 10,2%, che colloca la regione tra le migliori del Mezzogiorno. In forte espansione anche gli investimenti in opere pubbliche, che nel 2025 crescono del +13,1% e registrano un aumento complessivo del +111,4% nel quadriennio 2022-2025.
Secondo Svimez, le prospettive restano però fragili: accanto agli effetti ancora positivi del PNRR, fino al 2027, pesano le crisi industriali come ex Ilva e distretto del mobile imbottito, oltre alle difficoltà dell’agroalimentare. Il rapporto evidenzia inoltre una struttura produttiva ancora poco specializzata, che alimenta lavoro povero ed emigrazione giovanile: tra il 2019 e il 2023 hanno lasciato la regione circa 19mila laureati under 34, segnando un grave impoverimento di competenze e capitale umano.

