
Il Parco del Papa di San Giovanni Rotondo si arricchisce di un nuovo, potente simbolo di vita. In un clima di profonda condivisione, l’I.P.E.O.A. “Michele Lecce”, sotto la guida del Dirigente Scolastico professor Luigi Talienti, ha partecipato alla piantumazione di un leccio in occasione della manifestazione “L’Albero della salute mentale”.
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la scuola, l’ASL FG e il Centro di salute mentale, ha trasformato un gesto simbolico in una lezione magistrale di cittadinanza attiva e inclusione.
Nel suo intervento, il professor Talienti ha saputo coniugare scienza e umanità, offrendo una riflessione suggestiva sul ruolo delle istituzioni.
Così come l’albero ha la capacità biologica di trasformare l’anidride carbonica in ossigeno vitale, la scuola e le istituzioni hanno il dovere “bio-sociale” di trasformare l’isolamento, il disagio e il silenzio in partecipazione, ascolto e benessere. Non si tratta solo di biologia, ma di una rigenerazione costante della comunità.

La partecipazione degli studenti non è stata solo una presenza formale, ma un richiamo ai valori fondanti della nostra Repubblica. Al centro dell’evento, il riferimento all’Articolo 32 della Costituzione:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Un diritto che il “Michele Lecce” ha voluto declinare nella sua interezza, ricordando che la salute non è solo assenza di malattia fisica, ma un delicato equilibrio mentale che va coltivato e protetto collettivamente.
Le studentesse e gli studenti dell’istituto hanno colorato la giornata con cartelloni e slogan, trasformando i loro pensieri in messaggi di resilienza. La scelta del leccio non è stata casuale: essendo un albero sempreverde, esso simboleggia la continuità della cura e la speranza che non sfiorisce, nemmeno nelle stagioni più difficili della vita.

“Piantare un albero significa dare radici, benessere mentale e ossigeno alla nostra vita”, conclude Talienti.
L’evento si conclude con un impegno concreto: continuare a innaffiare non solo il giovane leccio appena piantato, ma anche quei legami sociali che rendono una comunità sana, inclusiva e profondamente umana.

