Raddoppio Termoli-Lesina, Chieuti e Serracapriola chiedono garanzie sul ripristino della stazione
I sindaci Iacono e Leombruno scrivono al MIT e a RFI: «Bene gli annunci, ma servono atti ufficiali, tempi certi e fondi stanziati».
SERRACAPRIOLA/CHIEUTI - Gli annunci sul possibile ripristino della fermata ferroviaria Chieuti-Serracapriola non bastano. I sindaci dei due Comuni, Diego Iacono e Michele Leombruno, hanno inviato una formale istanza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al sottosegretario Tullio Ferrante e ai vertici di Rete Ferroviaria Italiana per ottenere certezze sul futuro dello scalo, soppresso oltre dieci anni fa nei progetti preliminari del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina.
La richiesta arriva dopo le dichiarazioni del 30 ottobre dei deputati di Forza Italia Andrea Caroppo e Giandiego Gatta, che avevano annunciato l'avvio da parte di RFI delle attività istruttorie per il reinserimento della fermata.
I due primi cittadini accolgono con «misurato ottimismo» la notizia, ma avvertono che, al momento, non risultano provvedimenti formali capaci di modificare il progetto esecutivo dell'opera, dal valore di circa 700 milioni di euro, già cantierizzata. Senza una variante approvata e una copertura finanziaria certa, sostengono, resta concreto il rischio che il raddoppio venga completato senza il ripristino della stazione.
Nell'istanza, i sindaci chiedono risposte precise sull'esistenza e sullo stato dell'istruttoria tecnica, sulla posizione della nuova fermata, sui tempi di realizzazione e sulle risorse economiche disponibili. Vogliono inoltre conoscere le ragioni del cambio di orientamento degli enti ferroviari dopo anni di opposizione all'ipotesi di ripristino.
Iacono e Leombruno hanno allegato la documentazione della mobilitazione istituzionale avviata nel 2017, comprese le contestazioni presentate al Ministero nel 2019 e le delibere approvate all'unanimità dai rispettivi Consigli comunali nel 2021.
I sindaci chiedono infine la convocazione urgente di un tavolo tecnico con MIT, RFI, Regione Puglia e Comuni interessati. «L'ammodernamento della direttrice Adriatica e l'Alta Velocità non possono avvenire a discapito delle piccole comunità e della coesione territoriale», ribadiscono, annunciando che continueranno a esercitare ogni forma di pressione istituzionale e amministrativa affinché gli annunci si traducano in provvedimenti concreti e finanziati. (immagine creata da IA)