Comuni di Capitanata

“Qui mi hanno trattata come una figlia”: a Cerignola una paziente ringrazia il Tatarella per cure e umanità

Dopo anni di calvario tra Inghilterra e Italia, al reparto di Nefrologia la diagnosi giusta

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Se succede qualcosa di negativo ne parliamo tutti, ma dobbiamo anche sapere celebrare quanto di bello abbiamo sul nostro territorio”. È l’appello lanciato da una cittadina cerignolana che, con un post sui social, ha raccontato la sua esperienza al Pronto Soccorso e nel reparto di Nefrologia dell’ospedale GiuseppeTatarella di Cerignola.

Dopo anni di infiammazioni, visite specialistiche e terapie costose tra Inghilterra e Italia, la donna è arrivata d’urgenza al Tatarella: “Sono stati in grado di capire cosa stesse succedendo, sono stati tempestivi nel trovare soluzioni, cure ed evitare ci fossero peggioramenti molto più gravi. Hanno trionfato alla grande dove molti altri hanno fallito”.

Nel suo ringraziamento cita uno per uno medici, infermieri e OSS: il dottor Papagno, la dottoressa Lupo, Enza, Mario, Brigitta, Nico, Luigi, Chiara, Antonella, Rino. “In un momento nero sono stati degli angeli, mi hanno trattata come una figlia, si sono fatti in quattro per assicurarmi salute e serenità. Gli infermieri e gli OSS mi hanno letteralmente dato forza, si preoccupavano come fossero dei genitori”.

Una storia che diventa messaggio per la comunità: “Esiste tanta positività e bontà, persone di cuore che fanno del bene tutti i giorni e in maniera silenziosa. A loro va la mia infinita gratitudine”.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]