Viaggi e turismo

Puglia, riaprono i siti Unesco: idee per un weekend tra paesaggi, arte e bellezza

Itinerario tra i siti UNESCO di Puglia – Ungaretti e Dante ne hanno descritti di ambienti e circostanze, in cui noi, nati e pasciuti, spesso la sottovalutiamo forse perché la si conosce poco!

La Puglia e il suo meraviglioso patrimonio in essa racchiuso, si figura tra le regioni italiane che vantano il maggior numero di riconoscimenti da parte delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

In questa fase di ripartenza, dopo la pandemia del Coronavirus, il “ritorno alla normalità” è l’occasione giusta per scoprire quanti siti dell’Unesco vi sono in Puglia, ma anche per riflettere sul grande valore aggiunto dei beni artistici e culturali, materiali e immateriali, naturali e paesaggistici della nostra splendida terra.

Una grande opportunità che risiede nel carattere trasversale della bellezza e della cultura pugliese, una ricchezza da tutelare, valorizzare e trasformare nel primo viaggio… tanto atteso ed agognato.

Sfogliare la lista dell’Unesco, il cui obiettivo da circa 70 anni è quello di diffondere pace e cultura,  potrebbe rivelarsi un ottimo modo per iniziare ad organizzare un tour di prossimo confine.

I siti dell’Unesco sono luoghi in incantevoli, affascinanti e dal valore inestimabile. L’essere parte del patrimonio mondiale, dovrebbe tutelare ed incoraggiare maggiormente la Puglia alla conservazione di questi tesori unici e senza tempo.

Tutti i siti che entrano a far parte della lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità, infatti, sono custoditi in maniera speciale, perché ritenuti fondamentali per la sopravvivenza della comunità mondiale.

In Puglia, vi sono stati riconosciuti ben cinque elementi, sparsi da nord a sud nel tacco dello stivale. Si parte dall’ingresso delle Puglie: Castel Fiorentino a Torremaggiore, in Daunia.

Inserita solo nel 2017, l’antica città medievale, fondata dall’ufficiale bizantino Basilio Baiohannes intorno all’anno 1.000, raffigura il borgo antico di Torremaggiore edificato ex nihilo nella deserta valle del Tavoliere.

Il parco archeologico riporta alla luce i ruderi delle lotte tra papato e svevi e dei sisma conseguitesi nel tempo, salvaguardando ciò che vi rimane della domus, in cui lo Stupor Mundi vi inspirò nel dicembre 1250, e della Cattedrale di San Michele Arcangelo, figure e temi cardine in questo viaggio.

Piano di Castelfiorentino – Ph. Credit: Stato Donna

Altrettanto recente ed ubicato nei territori della Daunia è la Foresta Umbra, quarto ed ultimo sito inserito nei patrimoni dell’Umanità Unesco.
Ma cos’ha di speciale questo grande bosco del Parco Nazionale del Gargano?

È un sito seriale, “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, il cui appellativo “umbra” si riferisce all’ombra sotto i suoi settecenteschi Zappini dello Scorzone, custodia di specie vegetali delicate e di raro pregio come le orchidee selvatiche.

Addentrandosi in questa macchia di 399 ha, l’esplorazione e l’incontro con gatti selvatici, usignoli, donnole, gufi reali e caprioli sono davvero speciali.

Il lago che ad 800 m di altitudine, con la sua baita, rende apparentemente un’atmosfera nordica, in realtà, si contraddistingue per la natura vulcanica. Non sembrerebbe, ma la Foresta Umbra è un luogo del cuore racchiuso tra località autentiche a due passi dal mare.

L’ombra degli Zappini dello Scorzone in Foresta Umbra – Ph. Credit: Affari Italiani

Calpestando i sentieri isolati del Gargano, non molto distante è il Rione Junno di Monte Sant’Angelo, ubicazione del Santuario di San Michele Arcangelo, sito del 2011 come “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, contenitore di monumenti di valore nella fattispecie di Brescia, Spoleto, Castelserpio, Cividade del Friuli, Benevento e Campelli sul Clitunno.

Le reliquie segnate lungo la scalinata in discesa alla grotta, principale luogo di culto dell’Occidente, testimoniano i primi pellegrinaggi di fine V secolo per l’apparizione dell’Arcangelo Michele, nominato patrono del popolo longobardo.

La storia e la sacralità annoverano la grotta di San Michele a Monte Sant’Angelo come una delle più belle del mondo tant’è che su di essa si poggia lo stesso Rione Junno, contraddistinto da un’architettura urbana spontanea per la prevalenza di case-grotta monocellulari che lasciano spazio a sottopassaggi arcuati attraversati da suggestive scalinate.

Rione Junno, Monte Sant’Angelo – Ph. Credot: Roberto Lauriola

E dopo tre siti nella sola Daunia, si scende più giù, nel cuore pulsate della Puglia e dove ancora lui, il “bello e di gentile aspetto” mise le radici: Castel del Monte ad Andria, nell’Alta Murgia.

Un unico esempio di architettura medievale in tutta la Puglia, maniero di caccia ed osservatorio di astronomia racchiuso in un affascinate pianta ottagonale. Uno dei monumenti più visitato a livello nazionale!
Annoverato dall’Unesco nel 1996, il castello come una corona si poggia su una collina di 20km ad 400m di altezza.

Le sue forme perfette sono merito del grande riconoscimento di un monumento capace di fondere l’Occidente con l’Oriente in decorazioni di volta e cornici in breccia corallina tra sale animare da creature mitologiche.

Sito di Castel del Monte – Ph. Credit: Raffaele de Angelis

Nello stesso anno, il simbolo della Puglia fa capolino nella lista dei patrimoni mondiali: i trulli di Alberobello, costruzioni preistoriche in bianco muretto a secco a pianta circolare sormontati da bizzarri tetti conici che animano il profilo del Rione Monti e di Aia Piccola.

Antiche abitazioni oggi trasformate in b&b, ristoranti e negozi contraddistinti da finestre floreali impreziosite dal lunghe collane di barattieri al sole, frutto acerbo cugino del cetriolo e del melone, ingrediente prezioso nelle insalate pugliesi.

Tra i profumi e i colori, gli ambienti si animano anche nella particolarità dei trulli siamesi dall’originale copertura a due coni, la Casa d’Amore, info point del paese, e l’autentica Chiesa trullo di Sant’Antonio. Non manca di maestosità, il Trullo Sovrano.

Una via di Alberobello – Ph. Credit: No, non venite in Puglia

Iniziando a pensare dove andare, partiamo dalla Puglia ma questa volta per rimanerci e scoprirla tutta! 

Fonte: Mola, S., “101 perché sulla storia della Puglia che non puoi non sapere”, Newton Compton Editori, 2011.
pp. 138 -140, Dezzi Bardeschi, C., Panza, P., “Ananke 87. Quadrimestrale di cultura, storia e tecniche della conservazione per il progetto”, Maggio 2019.

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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