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Processo “Mari e Monti”: 40 condanne per quasi 400 anni di carcere

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Quaranta condanne per un totale di 381 anni di reclusione. Si chiude così il rito abbreviato del maxi-processo antimafia “Mari e Monti”, nato dall’inchiesta che ha colpito il clan Li Bergolis-Miucci, storicamente radicato nell’area di Monte Sant’Angelo e attivo in diversi centri del Gargano.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare Susanna De Felice. Le richieste avanzate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari ammontavano complessivamente a 416 anni di carcere.

Le pene più alte, pari a 20 anni, sono state inflitte a Claudio Iannoli, Enzo Miucci e Raffaele Palena. Diciotto anni per Angelo Totaro, sedici anni ciascuno per Roberto Prencipe e Lorenzo Scarabino. Carmine Romano è stato condannato a 15 anni, 5 mesi e 10 giorni, mentre Davide Carpano ha ricevuto 14 anni e 8 mesi e Antonio Miucci 14 anni. Condanne superiori ai dieci anni sono state disposte anche per numerosi altri imputati.

Il processo riguarda un quadro accusatorio molto ampio: associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, armi, rapine, furti, ricettazione, favoreggiamento e trasferimento fraudolento di valori. Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe consolidato nel tempo una forte presenza criminale nell’area garganica, estendendo la propria influenza da Monte Sant’Angelo verso i centri costieri.

L’inchiesta “Mari e Monti” aveva ricostruito anche una lunga stagione di contrapposizione tra gruppi mafiosi del Gargano, segnata negli anni da omicidi e tentati omicidi.

Nel dispositivo non mancano assoluzioni e proscioglimenti per alcune posizioni e per singoli capi d’imputazione. Per molti dei condannati sono state inoltre disposte pene accessorie, tra cui interdizioni dai pubblici uffici, divieti di espatrio e, in alcuni casi, la libertà vigilata al termine della detenzione.

Previsti anche risarcimenti alle parti civili, tra cui la Regione Puglia, i Comuni di Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Vieste e alcune associazioni antiracket. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

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