Viaggi e turismo

Ponte di Ognissanti 2021, dove andare in provincia di Foggia per un lungo weekend

Il weekend si avvicina e per il ponte di Ognissanti state pensando di organizzare un weekend lungo fuori porta? Se per il ponte di Ognissanti 2021 volete evadere dalla monotonia e dalla solita routine, perchè non programmate un itinerario completamente in provincia di Foggia per visitare piccoli borghi e gustare piatti tipici e deliziosi?

Il modo migliore per rilassarsi e trascorrere alcuni giorni in totale relax senza allontanarsi troppo da casa è quello di optare per quello che viene definito “turismo di prossimità“, ovvero scegliendo mete da scoprire a pochi chilometri dalla propria città in cui trascorrere alcuni giorni in completo relax.

Per il ponte di Ognissanti concedetevi alcuni giorni spensierati per scoprire – o riscoprire – tutta la bellezza dei Monti Dauni tra natura e buona cucina. Ecco alcune mete che vi consigliamo di visitare, si tratta di piccoli centri che potrete raggiungere in un unico itinerario di viaggio da venerdì 29 a lunedì 1 novembre, un lungo weekend dedicato ad alcuni dei più caratteristici luoghi della provincia di Foggia.

Orsara di Puglia

Regina di questo periodo in provincia di Foggia è senza dubbio Orsara di Puglia. In questo piccolo centro di Capitanata non si festeggia Halloween ma la notte del 1° novembre si celebra la tradizionale e suggestiva ricorrenza dei “Fuocacoste e Cocce Priatorje“.

Ogni anno, tra le strade del piccolo borgo, si condivide cibo e buon vino, tra allegria, musica e falò. Orsara diventa un luogo di incontro in cui i residenti accolgono i turisti per far scoprire le loro tradizioni più antiche. Ogni famiglia di Orsara accende un falò davanti alla propria casa e organizza un vero e proprio banchetto a cui sono invitati amici e parenti.

Quest’anno, però, nel rispetto delle misure anti-Covid non ci saranno i tradizionali spettacoli. “Le regole ancora in vigore contro la diffusione del Covid, dunque, ci impediscono anche quest’anno di accogliere i 15-20 mila visitatori che sono sempre arrivati prima della pandemia – ha spiegato il sindaco di Orsara alcuni giorni fa -. Faremo ugualmente vivere la tradizione, soprattutto attraverso delle iniziative con prenotazione obbligatoria e numero limitato di partecipanti, nelle giornate di sabato 30 e domenica 31 ottobre, ma il 1° novembre e anche nei giorni precedenti, i protocolli anti-covid ci vietano, purtroppo, di organizzare stand enogastronomici, spettacoli itineranti e ogni altra iniziativa che creerebbe assembramenti non controllabili e non gestibili in alcun modo”.

La ricorrenza del primo novembre orsarese, con la grande notte delle zucche e dei fuochi, quest’anno vivrà quindi un vero e proprio ritorno alle origini. In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio come sarà organizzata quest’anno la caratteristica ricorrenza orsarese.

Troia

Tra l’oro dei campi di grano e il verde del Tavoliere, sorge una città antichissima, che sembra essersi cristallizzata nel tempo e che riesce sempre a sorprendere i suoi visitatori. Stiamo parlando di Troia, “Troië” in dialetto pugliese, conosciuta fino agli inizi del Novecento anche come “Troja”.

Troia ha un patrimonio artistico molto ricco, che include la maestosa Cattedrale e altri edifici religiosi e storici che caratterizzano il corso principale, Corso Margherita, dal quale si diramano numerosi vicoletti laterali. Passeggiare tra le stradine del centro storico, mentre il leggero vento d’estate ci scompiglia i capelli, è una delle sensazioni più piacevoli che potessimo provare. Questo piccolo centro ha tanto da offrire e se si cerca la tranquillità è un vero toccasana.

Se si va a Troia e si ama l’arte non si può non visitare il Museo Diocesano, custode di gran parte del tesoro artistico e archeologico della città. Per concludere in bellezza si può gustare la Passionata, un dolce ideato difronte la Cattedrale, nella piccola pasticceria “Casoli”, nata circa dieci anni fa. Qui ha preso forma un vero e proprio gioiellino della pasticceria locale, creato con tre tipi di ricotta (pecora, bufala e mucca), pandispagna e pasta di mandorle.

Ascoli Satriano

Il caratteristico paese di Ascoli Satriano sorge a meno di 30 km da Foggia nel cuore del Tavoliere delle Puglie e conserva ancora oggi tutto il suo fascino più antico. Tra le stradine del piccolo centro di Capitanata è possibile ritrovare tracce di opere di età romana e medievale. Un’altra testimonianza antica molto importante è il ponte romano, ancora presente sul fiume Carapelle e protagonista di un finanziamento da 500mila euro per il restauro. Il ponte di Ascoli Satriano è un raro esempio di ingegneria idraulica e stradale, tra i più belli della Capitanata.

Tra le principali costruzioni religiose degne di nota segnaliamo la Cattedrale, un chiaro esempio di stile romano-gotico che ha conservato la sua facciata romanica e la reliquia di San Potito martire, l’antica Chiesa di San Giovanni Battista del XII secolo e la chiesa matrice dedicata al patrono San Potito Martire. Non lasciate il centro di Ascoli Satriano prima di aver assaggiato uno dei dolci caratteristici di Ascoli Satriano, il sospiro. Dolcissimo, soffice e delicato, il sospiro nel piccolo comune di Ascoli Satriano è una vera e propria istituzione

Rocchetta Sant’Antonio

Un altro centro interessante da visitare è quello di Rocchetta Sant’Antonio. Considerata la perla della Daunia, Rocchetta è un piccolo borgo in provincia di Foggia, precisamente l’ultimo paese della provincia al confine tra Basilicata e Campania.

Rocchetta si affaccia sulla Daunia da un’alta altura che domina la provincia di Foggia e le regioni confinanti. Questo paesino circondato da boschi e campi di grano ha origini antichissime. Il piccolo borgo, premiato con la Bandiera Arancione, si affaccia così sulla Capitanata; lo spettacolo è mozzafiato e vale la pena visitare questo paesino medievale dominato da un austero e curioso castello cinquecentesco. Stiamo parlando del meraviglioso Castello D’Aquino, un antico maniero voluto da Ladislao D’Aquino, che dall’alto scruta e domina tutto il paesaggio.

Faeto

Un altro borgo da non perdere in occasione del Ponte di Ognissanti è sicuramente quello di Faeto. Piccolo centro abitato da circa 700 persone, vanta un centro storico molto caratteristico, in cui potrete ammirare la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore e perdervi tra le tante stradine che portano al “cunnùtte“, ovvero la porta del paese, regalandovi una vista mozzafiato sugli incantevoli boschi che circondano il paesino.

Per quanto riguarda il cibo, invece, il borgo di Faeto è famoso per il delizioso prosciutto di maiale nero, una vera e propria prelibatezza che vi consigliamo

Celle di San Vito

Celle di San Vito è il più piccolo paese della Puglia con i suoi circa 159 abitanti. Scopriamo insieme questo caratteristico borgo della provincia di Foggia. Ciò che colpisce subito di questo gioiellino dei Monti Dauni sono lussureggianti distese di verde, con intorno boschi di faggi e grandi querceti. Anche la pietra delle case e delle chiese ha un fascino suggestivo che porta in una dimensione diversa.

Se decidete di trascorrere una giornata in questo paese non potete non prevedere una sosta rinfrescante alle tante Fontanelle sparse nel borgo. Qui potrete gustare l’acqua fresca che nasce dal cuore della montagna. Tra le stradine del borgo potrete ammirare la Fontana e i lavatoi pubblici, un tempo luogo di incontro per le donne del posto. Vicoli, antiche case e un’atmosfera medievale fanno di questo paesino un luogo meraviglioso nel quale ritrovare la pace e il silenzio.

Redazione

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