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Pomodoro, raccolto sotto le attese: qualità eccellente ma rese in calo. Confcooperative: “tutelare il reddito dei produttori”

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FOGGIA – A tre settimane dall’avvio della campagna di raccolta del pomodoro in Capitanata, il primo bilancio restituisce un quadro articolato: qualità del prodotto molto elevata, ma rese inferiori alle aspettative, con il rischio concreto di una significativa riduzione della redditività per le imprese agricole. Nonostante un incremento delle superfici coltivate di circa il 10% rispetto alla campagna 2025, le previsioni formulate in fase di programmazione non stanno trovando conferma sul campo. Le operazioni di raccolta hanno interessato inizialmente gli areali a nord di Foggia, tradizionalmente vocati alla produzione di pomodorino nelle diverse tipologie – ciliegino, datterino e cesarino – oltre al pomodoro tondo, mentre da pochi giorni è partita anche la raccolta del pomodoro lungo. La campagna era iniziata con un forte ritardo a causa delle abbondanti piogge primaverili, che avevano rallentato la preparazione dei terreni e i trapianti. Le elevate temperature registrate tra giugno e luglio hanno consentito di recuperare parte del ritardo, ma hanno inciso negativamente sull’allegagione delle piante, compromettendo il potenziale produttivo. Le prime rilevazioni evidenziano rese inferiori alla media dell’ultimo triennio, a fronte di una qualità eccellente del prodotto sotto il profilo della consistenza, del colore e della pezzatura. Le condizioni climatiche fanno prevedere che anche il raccolto del mese di agosto possa attestarsi su livelli produttivi contenuti, mentre è ancora prematuro formulare stime attendibili per il pomodoro a maturazione tardiva. «I dati che stanno emergendo ci consegnano una realtà ben diversa da quella immaginata nei mesi scorsi – dichiara Filomena Sacco, presidente di Confcooperative Puglia Agricoltura e Pesca –. L’aumento delle superfici coltivate non si sta traducendo in un incremento delle produzioni per ettaro. Al contrario, le rese risultano inferiori alla media, pur in presenza di un prodotto di qualità eccellente, elemento che conferma ancora una volta il valore del pomodoro coltivato in Capitanata e il lavoro svolto dalle nostre imprese agricole.» Secondo Confcooperative Puglia Agricoltura e Pesca, non si profila quindi uno scenario di sovrapproduzione. Tuttavia, il contesto economico resta particolarmente difficile per le aziende agricole. «Le imprese stanno affrontando una campagna complessa – prosegue Sacco – perché alle minori rese si sommano costi di produzione ancora elevati e un prezzo di contrattazione del pomodoro inferiore di un centesimo rispetto allo scorso anno. Se aggiungiamo la crisi che sta investendo il comparto del grano duro, è evidente che il rischio di una forte compressione del reddito agricolo è concreto.» Confcooperative Puglia richiama l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni economiche sostenibili lungo tutta la filiera agroalimentare, affinché il valore prodotto nei campi venga equamente riconosciuto agli agricoltori. «È indispensabile – conclude la presidente di Confcooperative Puglia Agricoltura e Pesca – continuare a rafforzare il dialogo tra produzione e industria di trasformazione, promuovendo una filiera sempre più equilibrata e capace di riconoscere il giusto valore al lavoro delle imprese agricole. Solo così sarà possibile salvaguardare la competitività di un comparto strategico per l’economia della Capitanata e dell’intera Puglia.»

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