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Parla pugliese il nuovo progetto eolico offshore idrogeno verde lanciato dal Gruppo Hope

Il Ministero delle Infrastrutture ha trasmesso la domanda alla Capitaneria di Porto. Dice l’amministratore di Hope Fabio Paccapelo : «È un progetto importante, che come tutte le nostre progettualità porteremo avanti in collaborazione con il Politecnico di Bari e l’Università degli Studi di Bari, molto attento agli impatti ambientali e all’utilizzo delle tecnologie più avanzate. Il rapporto con il territorio è per noi fondamentale: la sfida delle rinnovabili si vince dal basso».

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile ha trasmesso alla Capitaneria di Porto di Bari l’istanza presentata dal Gruppo Hope per la realizzazione di un impianto eolico offshore (in massima parte ubicato oltre il limite delle acque territoriali) e di un impianto per la produzione di idrogeno verde. A regime l’impianto garantirà una produzione di oltre 3,5 TWh di energia, grazie a una potenza installata di circa 1,2 Gigawatt dall’eolico e una produzione sino a 90.000 tonnellate/anno di idrogeno verde grazie alla sezione di generazione con 600 Megawatt di potenza elettrica..

Il Gruppo Hope è una innovativa start-up barese fortemente attiva nel settore delle energie rinnovabili, grazie alla presenza di professionisti di collaudata esperienza nel ramo e collaborazioni con centri di ricerca nazionali ed europei di alto livello. Il parco progetti del Gruppo (il cui fiore all’occhiello è l’impianto di idrogeno verde che alimenterà i bus urbani della città di Taranto) ammonta già a oltre due Gigawatt di potenza sia da fonte eolica offshore e onshore che fotovoltaica, rispetto ai quali il parco offshore rappresenta un significativo incremento, ma non un salto dimensionale.

I progetti di Hope si avvalgono della collaborazione del Politecnico di Bari riguardo alle tecnologie di produzione e diffusione utilizzate, le più avanzate oggi disponibili, e con l’Università di Bari per quanto attiene allo studio degli impatti ambientali.

«Il legame con il territorio è per noi fondamentale» spiega l’amministratore di Hope Fabio Paccapelo «perché la sfida delle energie rinnovabili, indifferibile per la lotta ai cambiamenti climatici e per ridurre la dipendenza energetica del sistema Italia, si può vincere solo dal basso, grazie a una giusta informazione che spieghi puntualmente le ricadute e le opportunità per le realtà locali e per tutti i portatori di interesse».

L’idrogeno verde, core business di Hope, è l’idrogeno che viene ottenuto con un processo elettrolitico a emissioni zero, senza rilascio di CO2. È attualmente la forma di energia di minore impatto ambientale; molti ritengono che il suo massiccio utilizzo sia la strada obbligata per salvare il pianeta.

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Redazione

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