Orgoglio Olivicolo: “No a strumentalizzazioni della nostra battaglia”
“Nessuno si faccia irretire dal ‘servire’ cause politiche di qualsivoglia schieramento, siamo autonomi”. E sul tavolo di oggi al Mimit, “stigmatizziamo la chiusura della GDO con cui serve tavolo permanente”

BARI – “Invitiamo gli olivicoltori, i soci delle cooperative di produttori e i frantoiani che, da maggio, con forza, coerenza e unità d’intenti, si sono ritrovati insieme nella piattaforma di rivendicazioni e proposte di Orgoglio Olivicolo a non farsi strumentalizzare per battaglie di fazioni politiche pro e contro il Governo oppure in schieramenti strumentali che sono a favore o contro gli autotrasportatori. Fermo restando il nostro profondo rispetto per le altre battaglie sociali, economiche e occupazionali che stanno muovendo milioni di lavoratori delle diverse categorie in tutta Italia, la battaglia contro le dinamiche che hanno aperto, in queste settimane, la più grande crisi degli ultimi 20 anni per il settore olivicolo-oleario, ha una sua specificità e un’autonomia a cui non vogliamo e non possiamo rinunciare. Siamo uniti, liberi e autonomi e tali vogliamo e dobbiamo restare, perché la credibilità della nostra battaglia è evidenziata e avvalorata da un dialogo franco, aperto al confronto talvolta anche aspro e conflittuale, ma sempre orientato a un solo obiettivo: trovare soluzioni che restituiscano al mondo olivicolo-oleario italiano quell’attenzione, dignità ed equità che permettano di salvaguardare il presente e il futuro di migliaia di aziende, cooperative, frantoi, lavoratrici e lavoratori di un settore che è sempre stato il fiore all’occhiello del made in Italy. A tal proposito, stigmatizziamo con forza l’atteggiamento di preventiva chiusura che, anche nella mattinata di oggi, martedì 20 ottobre 2026, ha caratterizzato i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata al tavolo di crisi che si è tenuto al Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La GDO non ci è parsa particolarmente favorevole ad azioni che rafforzino da un lato la tutela dei consumatori rispetto a fattori fondamentali come qualità e salubrità dei prodotti e, dall’altro, migliorino la visibilità e la possibilità di scegliere produzioni 100% italiane certificate, con azioni e una vision complessiva che rilanci la filiera. Per questo motivo, crediamo necessaria l’istituzione presso il Mimit di un tavolo permanente di confronto con la GDO che programmi azioni concrete ed immediate a tutela dell’olio 100% italiano. Un tavolo che dovrebbe partire subito. Confidiamo nella capacità di mediazione del ministro Lollobrigida anche sulla procedura di ammasso privato che riteniamo debba essere riconosciuta. Al contempo, chiediamo siano meglio specificate e approfondite nel dettaglio le modalità con cui si vorrebbe attuare la procedura dell’asta per gli indigenti.
Noi non demordiamo, non ci fermiamo. Siamo assolutamente convinti della bontà della nostra battaglia e continueremo a condurla con coerenza, libertà e autonomia”.

