Ordona come Herdonia nell’eco della storia

Ordona è una città che vive nell’eco del suo passato

Foggia Reporter

Ordona sta all’agricoltura come Herdonia sta alla storia.

Ordona è una città del Tavoliere delle Puglie che vive nell’eco del suo passato. La fama di Ordona, oggi, si basa proprio sulla bellezza di Herdonia e l’orgoglio di appartenenza ad uno dei Cinque Reali Siti.

Da alcuni studi archeologici, si evince che la zona fosse abitata già nel VII secolo a.C. da pastori ed artigiani fino all’età del Bronzo.

Tra il 212 eil 210 a.C. il momento più importante: la Seconda Guerra Punica. Al seguito della prima vittoria a Canne nel 216 a.C., Annibale, aggirandosi nei territori di Puglia e Campania, decise di avere una rivincita anche nel 212 a.C. proprio ad Herdonia (Tito Livio ne racconta la deportazione dei cittadini). Non contento la sua schiera di Cartaginesi si scontrò contro i romani una seconda volta nel 210 a.C.: data la fedeltà di Herdonia alla Repubblica romana, il risultato di questa sconfitta portò Annibale ad incendiarla. Il suo recupero avvenne nell’89 a.C. in quanto ricostruita come municipio romano. Una seconda fase di massimo splendore grazie all’istituzione della Via Traiana, che fece della nuova cittadina, un luogo di transito e commercio per i prodotti agricoli del Tavoliere come dimostrano le horrae, magazzini di stoccaggio del grano. Anche delle rovine del foro, del mercato, delle tabernae e della basilica civile si ha testimonianza in un ampio sito ai piedi della collina, dove si situa la moderna città.

Ma l’unicità di Ordona si attesta anche nel IX secolo, quando entrando a far parte dell’Impero Bizantino comportò una rinascita per la Puglia in veste di sede vescovile.  

Chiesa di San Leone, primo vescovo di Ordona

È chiaro che fin dal periodo arcaico, Ordona si connota come centro agricolo per eccellenza, a cui segue la religiosità in quanto sede dei martiri di San Donato e San Felice. Immancabile l’impronta sveva: Federico II di Svevia vi si stanziò con un castello, purtroppo non pervenuto, ma dalla facies molto simile a quello di Castel Fiorentino.

Taralli ed orecchiette, pietanze della tradizione locale

In sostanza, dell’antica Herdonia si hanno notizie fino al XV secolo. Si apre così un nuovo capitolo di questa città istituita attraverso un’azienda agricola gestita dai Gesuiti fino a quando nel XVIII secolo Ferdinando IV di Borbone la nominò colonia dei Cinque Reali Siti con l’intento di riqualificare l’area agricola del Tavoliere delle Puglie, le cui tradizioni sono tangibili ancora ai nostri giorni attraverso usi e costumi che oscillano tra il sacro e il profano e dove il grano e suoi derivati ne abbelliscono la scena e ne caratterizzano i profumi principali.

Fonti: Volpe, G., “Contadini, pastori e mercanti nella Puglia tardoantica”, Edipuglia, 1996

Romanelli, D., “Antica Topografia Istorica del Regno di Napoli – Parte Seconda”, Stamperia Reale Napoli, 1818