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NOS, il nuovo format made in Foggia per raccontare le realtà positive della città: ecco l’idea di Davide Casolino

Foggia – In città è nato un nuovo interessante format, si chiama NOS (acronimo di Not only Shit) ed è ideato da un ragazzo di 27 anni, Davide Casolino. NOS (NOt Only Shit) si propone di mostrate il lato migliore e autentico del capoluogo dauno, le sue realtà più operose e le sue numerose potenzialità.

Uno specchio diretto e sicuramente meno distorto della città, un modo per far alzare la testa dalla sabbia di pesanti e continui pregiudizi che per troppi anni hanno coperto i suoi abitanti, un progetto che senza troppi orpelli mira semplicemente a presentare ciò che ha da offrire la nostra terra e chi si rimbocca ogni giorno per renderla vivibile.

Davide ospita sul suo divano chiunque abbia una bella storia da raccontare, chi ha deciso di dare un contributo concreto alla città di Foggia grazie al suo impegno, ad iniziative, progetti e fresche realtà che hanno il profumo di rivalsa. Ogni puntata di NOS si apre con una breve sigla in cui è difficile non riconoscere ‘La città vecchia’ di Fabrizio De Andrè, canzone scritta magistralmente da Faber per essere dedicata a tutte quelle persone emarginate per volere o per una strana sorte dalla vita civile.

Abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con Davide per conoscere più da vicino questo nuovo format made in Foggia. “Foggia è una città molto complessa, ma altrettanto bella, a cui per ovvie ragioni sono molto legato – spiega Davide nel video introduttivo con cui ha scelto di presentare NOS -. L’immagine che molti hanno è quella di una città invivibile, di un gigantesco buco nero che risucchia energie e speranze, che non permette a nessuno di realizzarsi. Esiste gente che con determinazione è riuscita e riesce ad inseguire e realizzare i propri sogni partendo proprio da qui, da Foggia”.

Presentati, cosa fai e cosa vuoi fare nella vita?

Sono Davide, ho 27 anni, laureando in giurisprudenza. Non ho ambizioni precise, penso piuttosto a concludere i percorsi che ho intrapreso al meglio delle mie possibilità. Credo sia la via migliore per non rimanere delusi dal futuro.

Come nasce il progetto NOS e di cosa si tratta?

NOS nasce da diverse esigenze, in primis c’è quella di raccontare della mia città. Il periodo che stiamo vivendo ci ha costretti ad un immobilismo forzato e ho sentito l’esigenza di “inventare” qualcosa per restare impegnato. Da tempo, poi, sono affascinato dal mondo del video-editing e così ho deciso di cimentarmi in un progetto che mi permetta di mettermi alla prova in questo campo.

Chi sono i protagonisti di NOS e a chi è rivolto?

Soggetto e destinatario del progetto coincidono e sono racchiusi nel nome, NOS, cioè noi foggiani. Che, diversamente da quanto si possa immaginare, non siamo solo feccia, anzi. Certo, mi darebbe grande soddisfazione sapere che il mio format sia visto anche da persone di altre città e regioni, contribuendo ad esportare un’immagine positiva della città

NOS vuole mostrare il volto migliore della città, pensi che Foggia abbia bisogno di riscoprire le sue potenzialità?

Foggia ha decisamente bisogno di guardarsi da un altro punto di vista. Per la nostra autostima e per la nostra immagine è fondamentale riconoscere ed esaltare tutto ciò che nel nostro territorio rappresenta sana dedizione, passione e sacrificio. Le notizie “negative” sembrano talmente tante che ci distolgono quasi completamente dagli esempi virtuosi, e questo è un errore. Dobbiamo guardare a quelli per prendere la giusta ispirazione.

Negli ultimi anni Foggia viene sempre più fuori a livello nazionale come un concentrato di criminalità, credi che la città venga dipinta in modo volutamente parziale o semplicemente realistico?

E’ una descrizione parzialmente realistica: in ogni territorio c’è del marcio. Se ci si concentra solo su quello, ecco che ne viene fuori un’immagine terribile e sicuramente distorta.

Cosa pensi si possa fare a livello istituzionale (e non solo) per tentare di superare anni e anni di pesanti e tristi pregiudizi?

Non so cosa aspettarmi a livello istituzionale, sinceramente. Sono certo che lo sporco te lo levi di dosso con il lavoro e l’impegno. La cosa fondamentale è non arrendersi, addrizzare le spalle e darsi da fare. Se si seguono i giusti esempi, il tempo farà il resto.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.
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