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Non ci sono più pizzaioli in Italia: l’allarme di Gambero Rosso sul futuro della ristorazione

Le pizzerie sono in crisi, rischiano la chiusura per mancanza di personale specializzato

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Quando ordiniamo una pizza e la mangiamo, magari gustandola in compagnia di amici con una buona birra fresca di accompagnamento, non immaginiamo certo che da un giorno all’altro questo alimento possa scomparire o diventare “merce rara”.

E invece purtroppo, nonostante la bontà e la genuinità della pizza che tutto il mondo ci invidia e ci riconosce, il comparto è in piena crisi a causa della mancanza di pizzaioli specializzati e motivati. Dal sito “Gambero Rosso” giunge un appello disperato: secondo una recente stima, in Italia tantissime pizzerie stanno per chiudere i battenti.

L’intero comparto della ristorazione è in crisi per la mancanza di personale: non ci sono più chef, aiuto cuochi, camerieri, bartender. Il trend negativo investe allo stesso modo le grandi catene, le trattorie, i ristoranti stellati. Cosa è cambiato rispetto ad una ventina di anni fa, quando i ragazzi facevano a gara a studiare e specializzarsi nel settore della ristorazione?

Secondo i dati riportati da Gambero Rosso, oggi i lavoratori prestano maggiore attenzione ad elementi quali: la retribuzione, l’equilibrio tra vita privata e lavoro, il benessere sul luogo di lavoro, le opportunità di formazione e le prospettive di crescita.

Nello specifico, oggi l’esperienza del pizzaiolo è spesso considerata da molti una fase professionale transitoria, in attesa di trovare qualcosa “di meglio”. Un mestiere come questo richiede invece formazione adeguata, continuità e affidabilità nel tempo. Il calo motivazione dei giovani è purtroppo una realtà con cui bisogna fare i conti.

E’ sempre più difficile trovare personale specializzato nel settore della ristorazione, perché i giovani non sono più disponibili a lavorare in orari serali e soprattutto festivi. Forse tutto questo è il risultato di anni e anni in cui lo sfruttamento umano nel campo della ristorazione è stato accettato e tollerato da entrambe le parti.

A pagare la mancanza di personale e professionalità oggi sono gli imprenditori, che non riescono più ad avere visioni di lunga durata e devono accontentarsi di “campare” alla giornata. A scapito della qualità offerta alla clientela che, invece, non ha mai abbassato le pretese.

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