Nasce la “CER del Parco Respiro”: a San Giovanni Rotondo l’energia pulita diventa comunitaria e solidale

A San Giovanni Rotondo, il percorso di rigenerazione urbana avviato nel comparto di via Giuva – cavallo stallone fa un enorme passo avanti. Il Circolo Legambiente “Lo Sperone” ha infatti annunciato la nascita della comunità energetica rinnovabile (CER) “Parco Respiro”.

L’idea non è calata dall’alto, ma affonda le sue radici negli incontri di progettazione condivisa con cui i residenti hanno disegnato il proprio parco di quartiere. Tra un’area verde e uno spazio per i bambini, le famiglie hanno espresso chiaramente un desiderio: unire le forze per produrre e condividere energia pulita.

Cos’è una comunità energetica e perché fa bene al territorio? Sicuramente è una domanda che tutti ci poniamo. Una CER non è un’azienda e non cerca il profitto. Si tratta di un patto volontario tra cittadini, enti e realtà locali che scelgono di produrre e consumare energia da fonti rinnovabili a chilometro zero. I vantaggi sono tre: ambientali (meno emissioni), economici (bollette più leggere grazie all’autoconsumo) e, soprattutto, sociali.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio supportato dalla regione Puglia, che ha messo a disposizione un fondo di 2,5 milioni di euro (a valere sui fondi PR Puglia FESR FSE+ 2021-2027) proprio per far nascere queste realtà. L’obiettivo principale è quello di contrastare la povertà energetica, aiutando chi fa più fatica a pagare le bollette attraverso un modello inclusivo e non discriminatorio. Le domande di finanziamento per questa prima fase scadranno il prossimo 30 giugno.

Per trasformare l’idea in realtà, Legambiente si è mossa su due fronti: istituzionale e tecnico. Il comune di San Giovanni Rotondo (attraverso la struttura commissariale) ha risposto presente. Con una delibera dello scorso 21 maggio, l’Ente ha aderito come partner istituzionale. Non si tratta di un semplice patrocinio sulla carta, il comune valuterà la messa a disposizione dei tetti di diversi edifici pubblici della zona (come i centri diurni di via Giuva, il palazzo del giudice di pace e gli immobili del parcheggio di pozzo cavo) per installare i pannelli fotovoltaici. Inoltre, i servizi sociali aiuteranno a individuare le famiglie in difficoltà a cui destinare i benefici sociali dell’iniziativa. Lo Studio Green Deal Engineering, realtà professionale proprio di San Giovanni Rotondo, seguirà la parte tecnica e amministrativa per presentare la candidatura al bando regionale.

I primi fondi regionali serviranno a coprire le spese di avvio: studi di fattibilità tecnico-economica, spese legali, notarili e burocratiche per la costituzione della CER, oltre alle attività di informazione per i cittadini. Ma il bello verrà subito dopo: un secondo bando regionale finanzierà l’acquisto e l’installazione vera e propria dei pannelli solari e dei sistemi di accumulo, per impianti che potranno raggiungere una potenza complessiva di 1 Megawatt.

Legambiente continuerà a fare quello che le riesce meglio: stare tra la gente. I prossimi incontri per spiegare ai cittadini come entrare a far parte della comunità energetica si terranno all’aperto, proprio al Parco Respiro, e presso il Centro “Emma Francavilla”.

«È un’opportunità di riscatto che unisce la tutela dell’ambiente alla solidarietà di quartiere», spiega il presidente del Circolo “Lo Sperone”, Antonio Tortorelli. La strada è tracciata: l’energia a San Giovanni Rotondo sta per diventare un bene comune.

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