Monteleone di Puglia, il borgo irpino degli eroi

Monteleone: nascondiglio di eroi in una piccola popolazione molto coraggiosa

Foggia Reporter

Un paese pugliese dalla storia irpina. Nascondiglio di eroi in una piccola popolazione molto coraggiosa: Monteleone di Puglia.

Monteleone di Puglia è un borgo dal nome vigoroso e dal cucuzzolo più alto di Puglia. Il suo fascino è sprigionato dal polmone verde che circonda il centro storico e dalla storia che li unisce.

Agro di Monteleone di Puglia

La sua importanza traspare già nel tardo romano impero, quando Domiziano donò la Valle delle Noci a Marco Valerio Marziale. Nel 1140, invece, nel bosco di Selvamala il Normanno Ruggero II d’Altavilla istituì le seconde assise di Ariano, l’Assemblea Costituente del Regno di Sicilia che diede vita alle prime leggi fondamentali del Sud; mentre nel 1285, per privilegio di Carlo I d’Angiò, Monteleone fu venduta all’Irpinia come demanio feudale dipendendone fino al 1588. Durante tutto il Medioevo, Monteleone di Puglia si trovò protagonista in conflitti religiosi dovuti alla sua centralità geopolitica. Le autorità ecclesiastiche lamentavano che queste località irpine pullulassero di eretici. Era, infatti, una potente sede d’asilo dei Poveri di Lione, i Valdesi di Provenza perseguitati dal papa di Avignone.

Processione di San Rocco (1975) – ph. credit: Fiore Silvestro Barbato

Quella Monteleone campana, sede del Castello e poi dell’Universitas, non è altro che ancora visibile: proprio al 1588 risale l’Obelisco, monumento all’autonomia del paese e simbolo della ripresa di Monteleone per il resto del XVII secolo ad opera dei Platti, da cui ne deriva un prestigioso palazzo nel centro storico che ben si affianca alle chiese ottocentesche di San Giovanni Battista, dell’Addolorata e di San Rocco. Il suo assetto urbano è intatto come ai tempi dei briganti, i quali durante l’Unità d’Italia, nascondendosi nei boschi circostanti, tessero rapporti diplomatici con la popolazione al fine di migliorarne la qualità della vita nel borgo. Un attivismo popolare protratto fino alle sommosse antifasciste che risuonarono il nome di Monteleone di Puglia persino in Radio Londra: il 23 agosto 1942 proprio qui sorse il primo focolaio di insurrezioni contro le normative fasciste che limitarono drasticamente le quote di frumento destinante alla molitura.

Chiesetta della Madonna del Carmine in contrada Montagna

Ma il bucolico paesaggio di Monteleone di Puglia, non fu soltanto nascondiglio di “eretici” e briganti. I sentieri dalle acque sulfuree all’ombra di aceri, noccioli, faggi e castagni funsero da ristoro anche per i transumanti a cui si deve la tradizione casearia di mozzarelle e caciocavalli. La sua bellezza paesaggistica è intrisa di mistero per la storia, ma anche di genuinità per le tradizioni: Tra “Pasquarella”,  in cui i cittadini girovagano per il paese bussando alle porte delle case, intonando la canzone della Pasqua, e San Rocco, il caciocavallo, sedano e cicatielli danno il benvenuto a tutti con grande armonia in fede alla propria identità.  

Fonti: Leuzzi, V. A., “Donne contro la guerra. La rivolta di Monteleone di Puglia (23 agosto 1942)”, Edizioni dal Sud, 2004.

Lattanzi, A. e E., “Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Puglia”, Newton Copton Edizioni, 2015.

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